“Ode alla Terra” di D’Antonio riapre L’Arca

La galleria teramana riparte dalla mostra dell’artista e regista chiusa dal Covid dopo due giorni. Torna anche la pinacoteca
TERMO. La settimana delle riaperture in zona gialla di musei e mostre vede anche Teramo partecipare alla piccola ma incoraggiante ripartenza dei luoghi della cultura. Nel capoluogo aprutino riaprono oggi due spazi museali comunali, la pinacoteca civica e L’Arca – Laboratorio per le arti contemporanee.
La galleria di viale Bovio, per la quale il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alla cultura Andrea Core hanno annunciato per Pasqua la pubblicazione del nuovo catalogo, si mostra nuovamente al pubblico nel riallestimento in 50 opere dalla collezione permanente curato due anni fa dallo storico dell’arte Stefano Papetti. La pinacoteca sarà aperta dal martedì al venerdì nell'orario 9-13; venerdì anche 15-18. L’Arca riapre oggi i battenti con la mostra del brillante artista e filmmaker teramano Ivan D’Antonio “Ode alla Terra. Funerale”, rimasta prigioniera in quelle sale dal 31 ottobre scorso, quando fu inaugurata per essere chiusa pochi giorni dopo insieme allo spazio espositivo di largo San Matteo per la seconda ondata Covid-19.
Classe 1984, liceo artistico a Teramo e Accademia di Belle Arti a Firenze, da oltre dieci anni regista in produzioni nazionali e internazionali, collaboratore Canon, di cui è Ambassador europeo nel settore cinema, il pluripremiato D’Antonio qui riflette in sette grandi olii su tela, carichi di echi filosofici, sulla precarietà della condizione umana e sul rapporto tra l’uomo e il cambiamento climatico. Ai quadri nelle tre sale fanno corona lungo il corridoio i tanti bozzetti e studi che ne ricostruiscono la genesi. In fondo a questo ambiente è inoltre allestita un’area interattiva che permette al visitatore di entrare in una delle opere in mostra, il dipinto “Ai paesi”, nella versione senza la protagonista del quadro, una ragazza attonita e impotente dopo un’alluvione, e diventarne soggetto facendosi fotografare davanti al fondale. “Funerale”, il sottotitolo della mostra “Ode alla Terra”, sospesa tra surreale e vero, sogno e reale, quiete e inquietudine, non allude alla fine del nostro mondo, che sia pur devastato ci sopravviverà, spiega l’artista, bensì al genere umano incapace di capire e cambiare rotta. Già nella prima sala l’opera di apertura “Dandelion" rappresenta la caducità della condizione umana nella metafora del tarassaco, il “soffione” su cui da bambini abbiamo soffiato.
Colpiscono, tra le altre, le maestose tele “Ai mari” e “Ai ghiacciai” il cui solenne simbolismo richiama il cinema filosofico e spirituale di Terrence Malick, autore che Ivan D’Antonio, raffinato cineasta, conosce bene. Venerdì 5 l’artista sarà a disposizione del pubblico per la visita guidata. La personale, che dovrebbe restare a L’Arca sino a venerdì 12 febbraio, è allestita da Guadè, vale a dire Giulia Sacchetti curatrice e Ilde D’Ignazio organizzatrice, con la collaborazione dell’associazione Fipsas Teramo e il patrocinio del Comune. Questi giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 9-13, giovedì e venerdì anche 15-18. Ingresso libero.
