Odissea egiziana e storia d’amore spagnola

I primi film in concorso: un lebbroso in viaggio con un bambino di nome Obama e il ritorno di fiamma fra Cruz e Bardem
CANNES. Un viaggio iniziatico in Africa diretto dal regista e scrittore austro-egiziano A.B. Shawky e una storia d’amore interpretata da una coppia nella vita come sullo schermo, quella formata dagli attori spagnoli Javier Bardem e Penelope Cruz: sono questi i primi due film in concorso, presentati, ieri al Festival di Cannes.
“Yomeddine”, il film di A. B. Shawky, con Rady Gamal e Ahmed Abdelhafiz, è la storia di un’odissea contemporanea attraverso l'Egitto per Beshay, che, per la prima volta, esce dal lebbrosario in cui è cresciuto. Sul suo carretto tirato da un mulo, lo accompagnerà il ragazzino nubiano Obama. Si tratta dell’opera prima di A. B. Shawky che ha studiato allaNew York University Tisch School of the Arts e vive al Cairo in Egitto. Il film è concorso anche per la Caméra d'or.
Chissà se nella scelta di Thierry Fremaux di aprire il Festival di Cannes con”'Everybody knows” (Todos lo Saben) di Asghar Farhadi abbia pesato anche l'estetica, ovvero l'indubbia bellezza dei due protagonisti: Penelope Cruz e Javier Bardem. E questo in un'edizione del festival con poche star e con incontri stampa “bruciati” dalla proiezione anticipata il giorno prima. Comunque, in conferenza stampa, ieri mattina, a Cannes (la prima per un film in concorso), due sono stati i temi emersi con forza su tutti: il coraggio di Farhadi di aver girato un film in Spagna, fuori dalla sua cultura (in realtà lo aveva già fatto in Francia con “Il passato”), e il rapporto tra vita e fiction di Cruz e Bardem. E, solo a margine, si è parlato del destino di questo film in Iran. «È vero», ha detto il regista iraniano premio Oscar per “Una separazione”, «le culture spagnola e iraniana sono diverse, ma i sentimenti e le passioni, come la collera e l'amore, sono uguali in tutto il mondo. Per i sentimenti, per fortuna, non ci sono confini. C'è insomma in questo film “prossimità”: una cosa che mi piacerebbe arrivasse anche nel mio Paese».
Penelope Cruz, a proposito del fatto di lavorare spesso con il marito, ha detto: «C'è tra noi come una danza tra realtà e finzione. Solo una volta, quando ero più giovane, mi capitava di portare spesso a casa il mio personaggio, ma ora non mi succede più. Comunque credo che nel futuro per noi ci saranno meno occasioni di lavorare con Bardem».
“Everybody knows”, girato in spagnolo, racconta la storia di Laura (Cruz) che vive con marito (Darin) e figli a Buenos Aires. In occasione del matrimonio di sua sorella, la donna torna nella sua città natale in Spagna dove accade una tragedia: il rapimento della figlia adolescente Irene. Ad aiutare Laura sarà Paco (Bardem), suo amore di gioventù ed ex uomo di fatica che, a poco a poco, ha iniziato a riscattarsi fino a comprare quei vigneti dove prima lavorava. La scelta del thriller, spiega il regista, «mi ha dato l'occasione di mettere in scena temi a me cari da sempre come quello della paternità, ma anche dell'appartenenza e della lealtà. Tutte cose presenti in “Everybody knows”».
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