Olivieri: come eravamo belli prima del Covid

25 Novembre 2021

Il cabarettista torna a teatro con lo spettacolo “Ante Virus”: «Dagli amori al lavoro, ridiamo un po’ su quanto siamo diversi»

PESCARA. «Ho riflettuto molto sulle nostre abitudini. È come quando ci si scatta una fotografia e si dice: “Guarda come eravamo!”. Con la pandemia c’è uno spartiacque tra il prima e il dopo, in un breve lasso di tempo tutto è cambiato». Il cabarettista pescarese Vincenzo Olivieri torna a teatro con il suo show “Ante Virus”, presentato con successo in estate. L’appuntamento è fissato a giovedì 2 dicembre al teatro Massimo di Pescara, con inizio alle ore 21.
«Un selfie scattato oggi rispetto a una foto in bianco e nero prima del virus»: questa l’anima dello spettacolo, che arriva un anno dopo il precedente “In virus veritas - La distanza che ci avvicina”. Olivieri propone, alla sua maniera, «riflessioni ironiche e semiserie su com’era il mondo prima della pandemia», divertendo lo spettatore e, nello stesso tempo, focalizzando l’attenzione sulle conseguenze di un evento che ha sconvolto le nostre abitudini e sullo spartiacque sociale che il Covid ha generato. Le nostre abitudini, dal campo sentimentale a quello lavorativo, «sono state stravolte». Nello spettacolo Olivieri analizza «come siamo cambiati con noi stessi e nei confronti degli altri. Volevo fotografare il passato, fare un confronto tra come eravamo e come siamo ora. Il cambiamento è proposto sempre in chiave ironica, con il mio modo di osservare. Per non dimenticare come eravamo prima. È passato poco tempo, in fondo, ma c’è stata un’accelerazione su cose che non avremmo mai immaginato», osserva.
«Ad esempio, il discorso del delivery, con la consegna di cibo a casa. Sicuramente nel tempo ci saremmo arrivati, ma ne abbiamo avuto bisogno e abbiamo scoperto una comodità che sfruttiamo di più rispetto al passato. Analizzo i comportamenti attraverso l’ironia: la chiave che apre tutte le porte». Per analizzare il tutto al meglio, il cabarettista nel corso dello show si confronterà con esperti come l’esilarante dottor Carmelo Fiordibene, uno dei suoi più amati personaggi, e il premio Nobel per la scienza Giacinto Giaggiuoli. «Rispetto a “In virus veritas”, che era un monologo, mi alterno tra me e i miei personaggi. Ritorna il dottor Fiordibene, l’unico presente nel precedente show, per parlare di sanità. Questa volta ci sarà un personaggio molto particolare, Giacinto Giaggiuoli, di Chieti, che ha contratto la variante pescarese del virus e ha cambiato le sue abitudini: ha perciò inventato un vaccino per fare in modo che chi ha contratto la variante pescarese tornasse chietino», annuncia Olivieri.
«Ci sarà Enzo Saprio, uno di quelli che si accendono per un nonnulla, che ha cambiato le sue abitudini perché non può più andare alle feste patronali». Poi la rubrica in stile Superquark, durante la quale si parlerà di bisogni messi in pericolo dalla pandemia. Ad accompagnare Olivieri sul palco il pianista Massimo D’Epifanio. «“In virus veritas” era più introspettivo. Era uno spettacolo sul lockdown, ora è post lockdown», conclude il cabarettista. «Mi chiedo insomma dove stiamo andando e cosa sta succedendo».