Olivieri: con il rap vi racconto la generazione #Smartphone

Il cabarettista abruzzese: «Oggi la nostra vita è scandita da suoni e avvisi va a finire che hai programmato la giornata in un modo e va in un’altra»
Ci sarà anche Vincenzo Olivieri tra gli artisti che si esibiranno, oggi, a Pescara in occasione del Primo Maggio. Il cabarettista abruzzese porterà sul palco, allestito in Piazza Salotto, il suo #SmartphoneRap. Il brano, scritto con Massimiliano Elia, è dedicato ai ragazzi nati nel Duemila e lancia, con ironia, interessanti spunti di riflessione sulla generazione dei Millennials. Cresciuti a pane, cellulare e social network, distanti dalla storia e dalla politica, con un guru, Wikipedia, e «un solo Dio: il modem». Il videoclip della canzone è stato presentato di recente nell’aula magna dell’istituto tecnico Tito Acerbo di Pescara, dove è stato girato, con la partecipazione di alcuni studenti dell’istituto. Nel titolo, un connubio molto caro ai diciottenni di oggi: smartphone e musica rap. La festa del Primo Maggio in Piazza Salotto prenderà il via alle 16.30, introdotta dal conduttore di Radio Parsifal Luca Teseo, dall’attrice emergente Alessandra Relmi e dal dj Stefano D’Alberto. Previsto per le 21 il concerto di Emis Killa e Guè Pequeno.
Olivieri, il suo “Smartphone Rap” arriva sul palco del Primo Maggio a Pescara. Come nasce questa idea?
Nei miei spettacoli tratto spesso temi riguardanti lo scambio generazionale. Lo smartphone scandisce il nostro tempo, la colonna sonora della nostra vita è, ormai, quella delle suonerie dei messaggi e del telefono. Mi sono detto: perché non farci una canzone? Come base musicale abbiamo utilizzato una base già esistente, “iPhone (MetroGnome Remix)”, particolarmente adatta, che poteva essere utilizzata liberamente. La canzone, scritta con Massimiliano Elia, era pronta a dicembre, ma abbiamo deciso di non diffonderla perché c’era l’idea di realizzare questo videoclip. Il testo del brano è provocatorio: va benissimo la tecnologia, ma bisogna anche recuperare il rapporto personale, è bella la vita quotidiana fatta di persone. Sul palco di Pescara salirò vestito da rapper, il mio personaggio Sergio Vitello, e, con me, ci saranno i ragazzi dell'istituto Acerbo protagonisti del videoclip. Tutto questo evolverà ulteriormente ad agosto, in uno spettacolo questi temi saranno trattati in modo più approfondito.
Ha dedicato il brano ai ragazzi nati nel Duemila, che quest’anno compiono 18 anni. Cosa hanno in più e cosa in meno rispetto a quelli che 18 anni, invece, li avevano nel Duemila?
Sono rimasto molto colpito dal figlio di un mio amico che, a meno di un anno, sapeva già spostare con il dito le immagini sul cellulare. Ormai ce l’hanno nel Dna. Oggi i ragazzi hanno a disposizione molti più stimoli digitali. I diciottenni del 2000 usavano i computer, non avevano a disposizione gli smartphone e applicazioni di messaggistica come WhatsApp. Il computer oggi sta diventando obsoleto, mentre il telefonino è sempre con te, a portata di mano. C’è stata un’evoluzione della comunicazione esasperata. Prima ti davi dei tempi, ora il tuo tempo è scandito dai messaggini che arrivano ovunque sei. Una vita scandita da suoni, da avvisi. Va a finire che hai programmato la giornata in un modo e va in un’altra. Sicuramente nel Duemila c’era più tranquillità. Sono aumentate anche le difficoltà dei genitori. Prima c’era il diario segreto per intercettare qualcosa, oggi se il genitore apre il telefono dei ragazzini cosa capisce? Soprattutto le emoticon, che sono una sorta di geroglifici egiziani. Questa canzone è una sorta di regalo di compleanno per la maggiore età ai ragazzi del Duemila. Un brano che, spero, dia la possibilità di riflettere e confrontarsi su un tema importante: la socialità nei nostri anni.
“Smartphone Rap” offre interessanti spunti di riflessione sui diciottenni di oggi, cresciuti a pane e Internet.
E' una fotografia ironica sulla situazione attuale. Volevo sottolineare il fatto che, purtroppo, sono presi da altre cose e non guardano i canali istituzionali che noi seguivamo, come il telegiornale. Ora le notizie arrivano anche con i fake. Conoscono una storia parallela fatta anche di fake news. Giocherò su tutte queste cose, sul confronto generazionale, nello spettacolo in programma ad agosto, “Smartphone Rap - Lo spettacolo”.
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