Oltre 80 opere dal 1955 al 2021

14 Maggio 2022

Ampissima e variegata la bibliografia di Giuseppe Rosato. Impossibile citare tutti i suoi testi, se ne contano circa ottanta. La prima raccolta poetica è in dialetto: “La caiola d’ore” nel , 1955,...

Ampissima e variegata la bibliografia di Giuseppe Rosato. Impossibile citare tutti i suoi testi, se ne contano circa ottanta. La prima raccolta poetica è in dialetto: “La caiola d’ore” nel , 1955, quindi ecco “L’acqua felice” edita da Schwarz, Milano, nel 1957. Dieci anni dopo arriva “Poesia in forma di cosa?”, quindi “Un uomo sfinito (con un testo teatrale)” “Autodidattica e altre moralità” (1980). Gli anni Novanta si aprono con “Guerra e piace” ( 1991) e si chiudono con “Papere” (1999). Il debutto nel terzo millennio è con “L’esilio, la lepre” ( 2000) fino a “La bellezza del mondo” ( 2021) con in mezzo tanta poesia in dialetto, e vanno assolutamente citati del 2010 “La nève” ,“È tempe” (“Jurne e iurne” (2013) “A farl’a bbreve. Lu Mònne alèste-alèste”. Tra le opere in prosaecco “Le piccole patrie” (1968), “Minigrammi e altri segni” (2012) e nel 2021 tra gli altri “Io governavo greggi di pensieri” , “Il mito nell’occhio” con disegni di Lucio Trojano,