«Ora L’Arminuta va negli Usa Che gioia per Carlotta e Sofia»

5 Maggio 2022

PESCARA. «Sono molto felice per il David, è una gioia, ma lo considero un premio collettivo, di tutte le persone che hanno lavorato al film, con dedizione e in condizioni anche difficili, dal regista...

PESCARA. «Sono molto felice per il David, è una gioia, ma lo considero un premio collettivo, di tutte le persone che hanno lavorato al film, con dedizione e in condizioni anche difficili, dal regista alle maestranze agli interpreti. “L’Arminuta” è stato un piccolo miracolo». Il giorno dopo la vittoria nella 67ª edizione dei David di Donatello, in coppia con Monica Zapelli per la categoria Migliore Sceneggiatura non originale, scritta per la trasposizione filmica di Giuseppe Bonito, Donatella Di Pietrantonio commenta col Centro al telefono, con la consueta dolcezza e attenzione agli altri, la vittoria di martedì sera nel più prestigioso concorso cinematografico italiano, trasmesso da Cinecittà in prima serata su Rai1.
Una cerimonia molto seguita in tv e sui social, affollati dai commenti entusiasti per l’affermazione della scrittrice arsitana, al suo primo riconoscimento cinematografico dopo tanti premi letterari, per il best-seller “L’Arminuta”, su tutti il Campiello 2017, e per gli altri romanzi. Tantissimi i messaggi di felicitazioni ricevuti dall’autrice sui suoi profili e sul telefono. «Sono andata a letto alle due di notte. Avevo il cellulare scarico già a inizio serata, appena arrivata in albergo l’ho messo in carica ed è letteralmente esploso per i messaggi. Stamattina (ieri per chi legge, ndc) mi sono svegliata presto e ho cercato di leggerli tutti e ringraziare uno per uno chi mi ha scritto».
È riuscita a dormire?
«Sì, ero stanca. Riesco sempre a mantenere i piedi per terra e cerco di non affezionarmi troppo ai riconoscimenti. Preferisco guardare ai nuovi obiettivi. Ho provato molta gioia per il David, come l’avevo provata per il Campiello, ma guardo subito avanti».
Quando a ottobre “L’Arminuta” ha avuto la prima a Pescara immaginava questo cammino del film?
«No, e mi rende molto felice il fatto che il film abbia avuto riscontri molto positivi e grande apprezzamento anche all’estero. È stato accolto molto bene in Francia e presto andrà in America».
Ha sentito il regista Bonito dopo la vittoria?
«Ci siamo sentiti prima e poi solo per messaggio. Lui in questi giorni è impegnatissimo nelle riprese a Bolzano di un suo nuovo lavoro. Ci sentiremo sicuramente in giornata».
Cosa vi siete dette lei e Monica Zapelli?
«Con Monica abbiamo provato una gioia grandissima. Siamo state tutta la serata insieme e il giorno prima eravamo state al Quirinale, ricevute con i candidati dal presidente Mattarella. Non ci aspettavamo il premio, ma in fondo una piccola speranza c’era, un lumicino. Non mi ero preparata nemmeno due parole, ma ho avuto qualche dubbio quando, poco prima dell’annuncio, si è avvicinato un cameraman che ha iniziato a riprenderci, lì mi sono positivamente insospettita. Siamo salite sul palco e non abbiamo avuto tempo di dirci niente, travolte dalle felicitazioni. Ma spero si sia visto dalle riprese quanto affetto ci sia tra noi, che è stato anche dentro lo spirito di collaborazione nel lavorare alla sceneggiatura».
Chi delle due terrà la statuetta?
«Ognuna avrà la sua. Per il momento Monica. Troppo pesante per il viaggio (ride). Per un accordo spontaneo io mi sono portata via la busta coi nostri nomi e a lei ho lasciato il David. Mi è stato riferito il commento di mio padre, che ha seguito la diretta in tv e stamattina ha chiesto: ma adesso Donatella lo riporta quel pupazzo?».
A chi dedica il premio?
«A tutte le persone che hanno lavorato al film. Al regista, uno dei primi lettori del romanzo, se n’è innamorato e con grande forza ha voluto fare il film nonostante le difficoltà, compreso il Covid. Alle maestranze, ai lavoratori del cinema mai nominati ma indispensabili, mi ha molto commosso il post che hanno fatto questa mattina fotografandosi tutti insieme. Alla direttrice del casting Stefania Rodà, che ha fatto un grandissimo lavoro sul territorio abruzzese, trovando le straordinarie giovani attrici e giovani attori, Sofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Andrea Fuorto. Senza queste professionalità il film non sarebbe nato».