Oscar della gaffe, Moonlight premiato dopo La La Land

Beatty e Dunaway sbagliano la busta e annunciano il musical come film dell’anno I migliori attori sono Affleck e la Stone. Per il corto vince l’«abruzzese» Barillaro
LOS ANGELES. E l'Oscar per lo svarione va...all'edizione numero 89 degli Academy Awards, finita con una nota surreale e con l'Oscar per il miglior film consegnato, per un lunghissimo attimo, nelle mani sbagliate. Una serata piacevole, quella di domenica scorsa a Los Angeles, con poche parole ma molta sostanza anti-Trump nelle scelte dell'Academy che fanno parlare di «Oscar so black», mentre non manca l'attenzione anche a immigrazione, guerra in Siria, e l'appello a distanza dell'iraniano Farhadi. E sull'errore dell'annuncio del miglior film è stata aperta un'inchiesta da PriceWaterhouseCooper, la società che si occupa del conteggio dei voti.
Il premio per il miglior film è per Moonlight, ma Warren Beatty e Faye Dunaway annunciano la vittoria di La La Land, i produttori salgono sul palco e iniziano a ringraziare. Cosa è successo? A spiegarlo è il regista di Moonlight in sala stampa. «Ho pensato che stava succedendo qualcosa di strano, ma non capivo cosa, è per questo che ho voluto vedere il biglietto», dice Berry Jenkins. «Non mi è stato mostrato subito ma quando sono riuscito a leggere c'era scritto Moonlight». Jenkins allora sale sul palco e interrompe il discorso dei produttori di La La Land: «Non è uno scherzo, ha detto, mostrando il biglietto». Poi arriva il presentatore, Jimmy Kimmel che conferma lo svarione che ha movimentato la serata: «È colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine. Buonanotte a tutti, prometto di non tornare più». E così termina, in una maniera surreale e confusionaria una serata piacevole, con le bordate di Kimmel contro Trump, quasi nessun commento contro il presidente da parte dei vincitori, ma una chiarissima dichiarazione di campo nelle scelte dell'Academy. Dopo le polemiche dello scorso anno per gli «Oscar troppo bianchi», questa volta si parla di «Oscar so black» per le tante statuette ad attori di origine afroamericana. Ma viene premiato anche il corto sulla guerra in Siria The white helmets, e vince il maggiore riconoscimento appunto Moonlight, il film di Jerkins che parla di neri, emarginazione e omosessualità.
La serata è iniziata con una vittoria italiana: Alessandro Bertolazzi e Giorgio Bertolini avevano infatti vinto la seconda statuetta della serata, per il trucco e le acconciature del blockbuster targato Marvel Suicide Squad. Subito dopo, con il terzo premio consegnato, è arrivata la doccia fredda della vittoria di O.J.: Made in America per la categoria miglior documentario. Fuocoammare dunque non ce l'aveva fatta ma un'altra bandierina tricolore è stata piantata poco dopo, dall'italo-canadese Alan Barillaro, abruzzese per parte di madre, creatore del corto di animazione Piper. Poi sono arrivati i premi più pesanti. Molti dei quali andati al favorito La La Land: Damien Chazelle vince l'Oscar per la regia, Emma Stone quello per la migliore attrice protagonista, Justin Hurwitz vince per la colonna sonora e la canzone, City of Stars. La La Land vince anche le statuette per la miglior fotografia e per la scenografia, ma il profumo della vittoria per il premio più importante lo potrà solo annusare. Casey Affleck vince la statuetta per il migliore attore protagonista, per Manchester by the Sea, che ottiene anche il premio per la sceneggiatura originale, mentre l'Oscar per il migliore adattamento va a Moonlight che vince anche la statuetta per il migliore attore non protagonista, l'islamico Mahershala Ali. L'analogo premio al femminile va a Viola Davis per Barriere. Non mancano le battute rivolte a Trump, ma non sono moltissime. «Devo proprio ringraziare il presidente Trump», ha detto. «Vi ricordate quando l'anno scorso dicevano che l'Oscar era razzista?». Poi nel corso della serata ha trovato anche il tempo di inviare tweet a Trump: «Sono preoccupato che non si sia ancora fatto sentire». Dal palco la condanna più forte arriva dal filmaker iraniano Asghar Faradi che vince l'Oscar per il miglior film straniero, il Cliente. Come ampiamente annunciato non è presente alla serata ma farà leggere un messaggio: «La mia assenza è un atto di rispetto verso coloro che non sono stati rispettati dal bando istituito nei giorni scorsi»; aggiungendo che si tratta di «una legge disumana». (c.s.)
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