“Ossi di seppia” ricorda Sic il campione

Il programma di RaiPlay propone la storia di Simoncelli, morto il 23 ottobre 2011
PESCaRa. Il 23 ottobre 2011 muore Marco Simoncelli. Quella montagna di riccioli che era il suo casco naturale non è bastata a proteggerlo dalla terribile scivolata sul circuito di Sepang. La scena del giovane e amatissimo pilota di Motogp romagnolo esanime in mezzo alla pista, mentre il suo casco, quello vero, rotola via verso l’erba, ammutolisce e toglie ogni speranza. È dedicata al sogno spezzato di Sic, come tutti chiamavano con sincero affetto il campione nato a Cattolica, 20 gennaio 1987 la terza puntata di “Ossi di Seppia, quello che ricordiamo”, da martedì 19 ottobre su RaiPlay.
Dieci anni fa, lo schianto fatale in Malesia. Il pilota a soli 24 anni è già una promessa del motociclismo. È in lotta per la quarta posizione quando perde il controllo della sua Honda che scarta verso il centro della pista. Simoncelli resta aggrappato alla motocicletta, scivola e viene tamponato dalle due ruote che lo seguono e che non hanno potuto fare nulla per evitarlo e poi travolgerlo. Sul collo del ragazzo evidenti i segni delle gomme di una motocicletta che procedeva a trecento chilometri orari. Simoncelli arriva in ospedale già in arresto cardiocircolatorio e alle 11 ora italiana circa, un’ora dopo l’incidente, viene data notizia del decesso.
«Non avrei mai pensato di dover raccontare la morte del mio amico Sic», dice Paolo Beltramo, storico inviato ai box del motomondiale, voce narrante di questa terza puntata del programma. «Quello che ricordiamo lascia un vuoto enorme che va oltre i confini del motociclismo. E quella morte in diretta, sotto l’occhio delle telecamere, tragicamente regala a Marco la gloria e l’amore della gente che lui aveva sognato». “Ossi di Seppia, quello che ricordiamo”, la prima serie tv non fiction dell’era post pandemia, prodotta da 42° Parallelo, è una esplorazione emozionale del passato che, in ventisei puntate e altrettanti eventi (che si avvalgono del repertorio tratto dalle Teche Rai e dagli archivi fotografici, oltre che dalle testimonianze) ripercorre quei fatti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, che che hanno segnato le nostre vite e che rimarranno appunto… quello che ricordiamo.
