Osterie d'Italia, cresce la cucina abruzzese

In Abruzzo da sette passano a dieci i locali chiocciolati da Slow Food nella nuova edizione della guida "Osterie d'Italia 2017"
di Jolanda Ferrara
Più tre Chiocciole. E in Abruzzo da sette passano a dieci i locali chiocciolati da Slow Food nella nuova edizione della guida Osterie d'Italia 2017. Osterie di mare e di terra per ben rispecchiare la vocazione territoriale della cucina abruzzese, il legame forte con la cultura agropastorale - fondamentalmente espressa dalla pecora nelle sue declinazioni tra carne e formaggi - e con la (piccola) pesca sintetizzata nel brodetto di paranza. E la pasta, prodotto di cerniera tra mare e montagna, sulle cui molteplici forme ed espressioni si gioca -insieme al vino, altro prodotto immagine - la modernità dell'identità regionale. Tutto quanto rappresentato in guida da complessivi 53 luoghi abruzzesi “autentici” depositari della cucina di territorio, “Luoghi informali, semplici, accoglienti e la cui cucina si rifà alla tradizione”. Tra questi, quelli con la chiocciola, l'ambito riconoscimento per le osterie che più di altre hanno entusiasmato per ambiente, cucina, accoglienza. Che quest'anno risultano essere: Taverna 58 (Pescara), Taverna de li Caldora (Pacentro), Zenobi (Colonnella), Font'Artana (Picciano, Sapori di Campagna (Ofena), Vecchia Marina (Roseto degli Abruzzi), Borgo Spoltino (Mosciano Sant'Angelo), La Bilancia (Loreto Aprutino), La Corte (Spoltore), Pervoglia (Castellalto). Ad ognuno di loro - e alle 2 osterie molisane chiocciolate, Dentro Le Mura (Termoli) e La Grotta Da Concetta (Campobasso) - è affidata la preparazione di un piatto nella serata di presentazione di oggi alle19, sale del ristorante Borgo Spoltino, vini del Consorzio Colline Teramane Docg. Dei complessivi 53 locali abruzzesi presenti in guida, 5 sono nuovi ingressi : Tosto (Atri), Terre di Solina (Capestrano), Osteria al Castello (Nocciano), La Baracca (Ovindoli) e Il Caminetto (Rocca di Cambio), contro tre uscite. Una sezione speciale è dedicata agli arrosticini. Come racconta il coordinatore regionale della guida per Abruzzo e Molise Massimo Di Cintio - la selezione si è fatta più rigorosa e sono indicati quei locali che propongono solo o prevalentemente arrosticini. Sono 5 segnalazioni e tra questi c'è un nuovo ingresso, La Pecorella (Montesilvano). Nella speciale segnalazione “scelti per voi”, dedicata ai piatti più significativi della regione e alle osterie dove andare a mangiarli, figurano quest'anno il brodetto (da provare alla Trattoria San Domenico di Ortona, da Cibo Matto e Ferri a Vasto e da Marina a San Salvo), la pasta alla mugnaia (La Fiaccola ad Anversa degli Abruzzi , Osteria del leone a Penne e La Bilancia a Loreto Aprutino) e la pecora alla callara (Osteria al Castello a Nocciano, il Mandrone a Isola del Gran Sasso, Taverna 58 a Pescara). L'attenzione al prezzo è rappresentata anche dal bollino con un euro e una freccia, il nuovo +simbolo che semplifica la consultazione della guida, segnalando così i locali più costosi, aprendosi a tutte le tasche e mantenendo un occhio attento alla qualità. La ricerca è agevolata anche dai tre indici organizzati per prezzo, luogo geografico e ordine alfabetico dei locali. Rinnovate anche le schede di presentazione delle osterie: divise in due sezioni, raccontano da una parte la storia del locale e dall'altra quella dei suoi piatti. Osterie d'Italia diventa così una guida interattiva con elementi digitali, come i simboli, gli indici e le schede, che facilitano gli avventori nella lettura. Segnalate anche le osterie con un'accessibilità agevolata per i disabili, i locali gluten free e quelli con l'orto. In evidenza anche gli chef che aderiscono al progetto dell'Alleanza Slow Food dei cuochi. «L'ambizione» aggiunge Eliodoro D'Orazio, presidente di Slow Food Abruzzo e Molise «è quella di pensare alla guida come a una specie di Terra Madre delle osterie, una rete per scambiare conoscenze tra i diversi attori delle comunità del cibo».
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