Panettoni con rabarbaro peperone rosso e cioccolato

3 Dicembre 2015

PESCARA. Mescolare la tradizione italiana con suggestioni alimentari di Paesi lontani, ma ormai radicate anche da noi. Una sorta di comunione del gusto, nel solco della storia ma con l'apertura a...

PESCARA. Mescolare la tradizione italiana con suggestioni alimentari di Paesi lontani, ma ormai radicate anche da noi. Una sorta di comunione del gusto, nel solco della storia ma con l'apertura a minimi ma gradevoli innesti esotici.

E' l'idea di fondo di Luca Mastromattei, giovane chef pescarese, specialista della cucina di pesce che per il Natale 2015 ha ideato il panettone al rabarbaro e zenzero e quello al peperone rosso e cioccolato. Due prodotti senza alcun tipo di conservante né, tantomeno, di lieviti chimici. «Abbiamo voluto esprimere la nostra esigenza di comunicare un messaggio di affetto verso i nostri clienti», spiega Mastromattei nella cucina del suo ristorante Pesciòn, a Pescara. «Per la prima volta, quest'anno, proviamo a offrire un prodotto che rispecchia la nostra identità, partendo dalla semplicità delle materie prime, ma che, allo stesso tempo, sono ricercate».

Gli ingredienti sono naturali e controllatissimi: farina doppio zero mescolata con una farina biologica di Solina, uova, zucchero, miele, burro di altissima qualità. La lavorazione è lunga e complessa, con una lievitazione naturale. Occorrono tre impasti, a otto ore di distanza l'uno dall'altro.

«Con mia moglie Piera e il nostro aiuto validissimo, Mirko Marini, volevamo dare un condimento inusuale, nonostante io adori uva passa e canditi», continua lo chef, «e abbiamo scelto rabarbaro e zenzero per un tipo di panettone e peperone rosso dolce e cioccolato per l'altro. Rabarbaro e zenzero sono diversissimi presi singolarmente ma, insieme, permettono un ottimo risultato. Intrigante anche il connubio tra cioccolato, 70 per cento, e peperone fresco rosso, dolce. I nostri panettoni hanno una durata ridotta, di una ventina di giorni. Iniziamo la consegna dopo il 15 dicembre e quindi, diciamo anche qui nel solco della tradizione, arrivano tranquillamente fino all'Epifania».

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