Paola Giglio: tanti amori e “Finalmente sola”

9 Marzo 2023

L’attrice va in scena con il suo «lavoro serissimo dove si ride tanto» per la rassegna Femminile plurale al Florian di Pescara

PESCARA. «Un lavoro serissimo dove si ride tantissimo, ben recitato, pieno di ritmo e di idee»: così Alessandra Bernocco su Dramma.it. scrive di “Finalmente sola”, lo spettacolo di e con Paola Giglio, regia e ideazione scenica Marcella Favilla, che Tangram/ Compagnia Prosperi/Giglio (Torino- Roma) porta in scena al Floria di Pescara domani, 10 marzo, alle 20.45 , appuntamento della rassegna “Femminile Plurale /L’Arte delle Donne” in corso in questo marzo nello teatro off di via Valle Roveto.
Uno spettacolo che dal suo debutto ha riscosso molti riconoscimenti e premi. Paola Giglio indaga in modo brillante e profondo le dinamiche amorose guardandole attraverso le lenti dell’ironia e del sarcasmo. Quand’è che una relazione considerata da tutti difficile dovrebbe essere percepita come malata? Quando è stato che la sua ha superato il limite? C’è stato un momento che ha segnato l’inizio della fine? C’è un modo, in mezzo alla tempesta, per restare lucidi e salvarsi dall’onda lunga che si avvicina inesorabile? La riflessione della protagonista si concentra sulla comprensione del confine tra normale e anormale.
P. è sempre stata fidanzata, dall’età di 5 anni. Nella sua vita è saltata da una storia all’altra senza soluzione di continuità, schiava dell’amore e degli uomini, ai quali proprio non sa dire di no. Ora però qualcosa è cambiato: è rimasta sola, faccia a faccia con se stessa, senza nessuno cui rivolgersi, da cui farsi consolare. Del resto non ne poteva più della spirale amorosa in cui era incastrata da sempre, con uomini tutti banalmente diversi.
Finché non è arrivato F., che l’ha portata dove si trova ora. Dove P. ha fatto un passo avanti nella consapevolezza di sé: non c’è bisogno di avere un uomo accanto per sentirsi completa. C’è voluta una relazione violenta per farglielo capire. E no, non ha avuto un’infanzia difficile, nessun problema in famiglia. Capita anche alle più forti di rimanere invischiate in rapporti malati e potenzialmente pericolosi. È possibile uscirne indenni, senza segni di mani strette sul collo o costole fratturate? È ciò che si chiede P., che la sua esperienza l’ha avuta e certo sa come è andata a finire. Ce lo racconterà. Ci dirà tutto, dall’inizio.
A seguire dopo lo spettacolo torna PostPlay, l’incontro con la Compagnia condotto per questa serata da Isabella Micati. Si parlerà con Paola Giglio del lavoro appena visto e di Amleta, associazione di cui è tra le fondatrici, il cui scopo è contrastare la disparità e la violenza di genere nel mondo dello spettacolo. Amleta è un collettivo femminista intersezionale che punta i riflettori sulla presenza femminile nel mondo dello spettacolo, sulla rappresentazione della donna nella drammaturgia classica e contemporanea ed è un osservatorio vigile e costante per combattere violenza e molestie nei luoghi di lavoro. Punta l’attenzione su discriminazioni, stereotipi, sessismo, abusi, gender gap, gender pay gap, gestione dei fondi pubblici.
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