Papa Francesco: «L’amore è dare la mano»

23 Ottobre 2021

Bergoglio è una delle voci della serie Netflix “Stories of generation” tratta da suo libro “La saggezza del tempo”

«Le piace il tango? Lo ha mai ballato?» «Sì, sì». A rispondere con un grande sorriso non è un fan qualsiasi di questo ballo, né un’amante della milonga, ma Papa Francesco in persona. L’occasione è la serie Netflix “Stories of generation con Papa Francesco” presentata alla Festa di Roma e che arriverà il 25 dicembre su Netflix.
Una serie in quattro episodi e da non perdere di Simona Ercolani con la consulenza editoriale di Antonio Spadaro e prodotta da Stand By Me, partner di Asacha Media Group, di cui si è vista la prima puntata, quella dedicata all’amore, e ispirata al libro di Papa Bergoglio dal titolo “Sharing the wisdom of time” (La saggezza del tempo). Oltre ai suoi interventi, tante donne e uomini over settanta (tra cui Martin Scorsese, Jane Goodall ed Estela Barnes de Carlotto) provenienti da ogni parte del mondo che si raccontano davanti all’obiettivo di giovani film maker under trenta, per un totale di un anno di riprese e 18 storie provenienti dai 5 continenti. Papa Francesco, intervistato in Vaticano, tra ricordi e considerazioni sull’amore, ricorda la sua amata nonna di nome Rosa: «Quello che più apprezzavo di lei erano i suoi silenzi era infatti una persona che aveva sofferto molto», sottolinea il Papa nel filmato. «L’amore», dice poi. «è vero solo quando gratuito e se ci sono problemi di coppia l’importante è soffrire insieme all’altro e andare avanti». Frase ricorrente del Papa per quanto riguarda l’amore è lo stare vicino, «prendere la mano». È, ad esempio, il gesto che Papa Francesco suggerisce al sacerdote che assiste un uomo che sta male al posto di un «Dio è con te» ed è, infine anche l’unico gesto non offensivo che si fa verso un’altra persona dall’alto verso il basso quando la si solleva.
In questa prima puntata anche il regista Martin Scorsese, svela la sua visione dell’amore come i suoi rimpianti, intervistato da sua figlia Francesca. Il regista di “Taxi driver” mette mano ai filmini di famiglia e li condivide insieme alla moglie Helen Morris, sofferente di una malattia degenerativa. Grande suo rimpianto «quello di essere stato ossessionato dai film trascurando la crescita delle mie figlie». C’è poi la storia di una donna che, dopo aver perso la figlia durante la dittatura dei generali in Argentina, ritrova dopo molti anni suo nipote. Si tratta di Estela Barnes de Carlotto che ha dato vita al movimento delle Abuelas de Plaza de Mayo. Segue la testimonianza dell’etologa inglese Jane Goodall e poi quella dell’italianissimo Vito Fiorino, gelataio di Lampedusa la cui vita è cambiata per sempre il 3 ottobre del 2013, quando mette in salvo sulla sua barca 47 naufraghi. Davvero commovente poi la coppia composta da Carlos e Cristina Solis, sposati da più di 50 anni, e che vivono a Montevideo (Uruguay) e hanno tenuto vivo il loro amore al ritmo del tango. «Dopo aver letto il libro del Papa», spiega Simona Ercolani, «è scoppiata la pandemia ed è diventata un’urgenza ancora più forte fare questo dialogo tra generazioni. Abbiamo cominciato a raccogliere, prima virtualmente e poi di persona, circa 400 storie, tutte straordinarie nella loro umanità». Dice infine Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica: «Il Papa è stato così autenticamente spontaneo perché ha messo come condizione che voleva solo essere uno degli intervistati e che non ci si concentrasse solo di lui. Così è stato e lui ha mostrato tutta la sua umanità». Questo progetto realizzato in lingue, oltre la voce 4 amore, avrà le voci: sogni, lotta e lavoro.