Papaleo: Vado “Coast to coast” ma la meta cambia

L’attore e regista lucano in teatro a Pescara «Porto sul palco un viaggio fatto di mille storie»
PESCARA. Il lungo viaggio di uno stanziale «per natura»: non luoghi ma ricordi, non stanze d’albergo ma spazi dell’anima, non biglietti del treno ma note da cui lasciarsi trasportare.
Rocco Papaleo non intende svelare molto dello spettacolo con cui è in tour – «mi piace lo stupore e lo consiglio, anche agli spettatori» – ma accende qua e là fiammelle a illuminare le ragioni del titolo che inevitabilmente riporta al movimento – “Coast to coast” – accennando che si attraverseranno sentieri dell’anima e del pensiero col suo «nuovo pezzo» di teatro canzone che farà tappa al Massimo di Pescara il 17 novembre, ore 21, di cui Papaleo è interprete (anzi «Lider Maximo, nonostante il fallimento del meraviglioso esperimento cubano», si legge nelle note di presentazione) e autore con Valter Lupo, accompagnato da Arturo Valiante al pianoforte «e altri tasti», Guerino Rondolone – bassi e contrabbasso, Davide Savarese – tamburi e suoni, Giorgio Tebaldi – trombone e ukulele. «Una serata che ha sempre lo stesso punto di partenza, ma una meta sempre nuova e una strada sempre diversa per raggiungerla», la premessa/promessa dell’attore, regista, sceneggiatore e musicista lucano (Lauria, 16 agosto 1958).
Papaleo di nuovo in viaggio “Coast to coast”: dopo aver accompagnato il pubblico cinematografico attraverso la sua Basilicata e le piccole e grandi ferite di quei viandanti picareschi dove porterà il pubblico del teatro ?
Il viaggio è la metafora perfetta per affrontare e raccontare una storia. Tutto è viaggio. In questo, è come sviscerare un esistenzialismo in cui – spero – gli spettatori si rispecchino. Voglio creare un piccolo transfert. Io sono un portatore sano di storie, con la modalità del teatro-canzone e dell’intrattenimento cerco di suscitare reazioni: commozione, riso... Sul palco non parlo di luoghi esistenti , ma non voglio svelare il meccanismo dello spettacolo, diciamo che porto un alter ego che scopriremo insieme chi è.
Che ruolo ha la memoria in questo e nei suoi spettacoli in generale?
La memoria è il nostro filtro, ciò che seleziona quello che sale fino alla voce.
Lei è un viaggiatore?
Per il lavoro che faccio sono stato dolcemente costretto allo spostamento, ma nella parte non impegnata viaggio poco, sono stanziale. Anche la vacanza per me è riposare.
Lei viene spesso in Abruzzo con i suoi spettacoli e privatamente. Come trova e come si trova in questa regione?
L’Abruzzo mi piace. Mi ricorda la mia di regione, nella geografia e nella gente, che mi sembra spiritosa. Ho avuto poi l’esperienza brutta e bella del terremoto aquilano. In quei giorni del 2009 Rai3 mi mandò all’Aquila come una sorta di inviato e mi confrontai con le persone a caldo, subito dopo i lutti e la distruzione, e fui colpito dalla dignità di tutti. E dalla laboriosità e determinazione. Poi c’è la relazione stretta che trovo tra Abruzzo e Basilicata: non le vedo regioni depresse, un antropologo forse saprebbe definire meglio quelle affinità che sento, ma io non ho fatto studi specifici. Siamo di terre nascoste al grande sguardo, e forse questo accomuna i modi di pensare di chi le vive.
Ed ha amici qui?
Certo. Arturo (Valiante ndr) e Guerino (Rondolone ndr) sono teramani per esempio.
E suonano con lei spesso. La musica ha sempre un ruolo importante nei suoi spettacoli e film.
La musica è il fil rouge artistico ed esistenziale. Più che dalla musica parte tutto dalla musicalità, che è componente determinante sulla scena e nella vita Fa parte della memoria, ma vive di presente. Scandisce il racconto.
Che musica ascolta?
Tutto. Dalla classica al jazz piu estremo. In mezzo c’è il mio gusto e forse la mia componente musicale più forte è il blues.
Lei sa far ridere, e tanto. Ma, dalla preferenza per il blues e non solo, si avverte un che di malinconico in lei.
Sul mio profilo Instagram ho messo un aforisma: “L’allegria ci fa stare meglio, ma è la malinconia che ci migliora”. Una punta di malinconia è ideale, crea un sentimento dolce, nutre la tenerezza. Mi piace.
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