Papponetti e Ovidio, ricordo del grande studioso

Per le celebrazioni nel Bimillenario del Poeta oggi convegno sul docente e critico letterario sulmonese
SULMONA. Il ricordo del professor Giuseppe Papponetti nel nome di Ovidio. Oggi alle 11.30, nei locali della Rotonda di palazzo San Francesco a Sulmona, amici e allievi del compianto studioso sulmonese si ritroveranno per ricordare la sua figura, il suo pensiero e il suo prezioso impegno culturale.
A tracciare il profilo di intellettuale di Papponetti, insegnante del liceo classico Ovidio di Sulmona e critico letterario in campo nazionale, scomparso nel 2012, saranno Gianni Febbo, Francesco Barrasso, Fabio Maiorano, suoi più stretti amici, ed Emanuela Ceccaroni e Lisa Ciccone, che furono sue allieve.
«Abbiamo pensato questo omaggio alla figura di un grande intellettuale sulmonese nell’ambito delle celebrazioni del bimillenario ovidiano e nel corso di una mostra di libri antichi dedicati ad Ovidio», ha spiegato Gianni Febbo, «perché questo era il mondo più caro ed intimo di Giuseppe Papponetti e in questo mondo ha vissuto la sua importante esperienza culturale, adoperandosi in modo instancabile per promuovere il patrimonio di cultura di questa città e del territorio che ha sempre amato». Il mini-convegno in ricordo di Giueppe di Papponetti, un «umanista fuori del tempo», come amava definirsi, si terrà, infatti, nell'ambito della Mostra libraria “Ovidii Taberna”, evento organizzato dalla Dmc - Terre d’amore, e riproposta proprio per le celebrazioni del Bimillenario della morte del Poeta sulmonese. La collezione comprende preziosi esemplari di testi ovidiani, la cui datazione spazia dal 1500 ai nostri giorni. Tra le curiosità, un volume con tavole disegnate da Pablo Picasso.
Celebri anche gli editori che firmano i libri in mostra alla Rotonda di San Francesco fino al 20 aprile: Aldo Manuzio, Platin, Giambattista Bodoni. Resta un rammarico, ancor più grande forse nell'anno delle celebrazioni “Ovidio 2017”: non poter vedere, né in mostra né in altro modo, i preziosi esemplari di testi ovidiani conservati nella biblioteca comunale che del poeta latino porta il nome, così come il liceo classico al quale è annessa. Entrambi inagibili dal terremoto del 2009. Nella biblioteca è conservata una ricca sezione di scritti ovidiani: oltre un migliaio di libri, una settantina degni di interesse sovranazionale, edizioni a stampa dalla fine del'400 all'età romantica. «E in quattro secoli di pubblicazioni», scriveva proprio il professore Giuseppe Papponetti nel volume “Ovidio a stampa. Mostra bibliografica delle raccolte sulmonesi” del 1989 «risultano in concreto rappresentate tutte le maggiori scuole europee: italiana, francese, tedesca, olandese, inglese nelle prove più caratterizzanti dello stile, del gusto e dell'ottica culturale di ciascun'epoca». Da otto anni al buio, tra la polvere e i ricordi di quello che era la Biblioteca comunale “Publio Ovidio Nasone”.
Annalisa Civitareale

