Parigi, l’Arabia il Far West e la doppia verità

Tra le novità uscite ieri nelle sale italiane si segnala il debutto nella fiction di una nuova regista, fin qui attiva solo nel documentario. Si tratta di un’esordiente di ottant’anni, Eleanor...
Tra le novità uscite ieri nelle sale italiane si segnala il debutto nella fiction di una nuova regista, fin qui attiva solo nel documentario. Si tratta di un’esordiente di ottant’anni, Eleanor Coppola, moglie di Francis Ford. Il suo “Parigi può attendere” è una deliziosa commedia romantica che si snoda gaudente in un itinerario sulla riviera francese tra formaggi, vini, crème brûlée. Diane Lane (spesso diretta da Francis Ford Coppola), Alec Baldwin e Arnaud Viard sono gli interpreti di questo piccolo inno alla douce France e ai suoi piaceri. Anne (Lane) è sposata da tempo con un produttore hollywoodiano di successo che la trascura (Baldwin). Quando da Cannes lui vola a Budapest, lei decide di raggiungere Parigi in auto con il socio francese del marito (Viard). Il viaggio durerebbe sette ore ma grazie al bon vivant Jacques, alla guida di una vecchia Peugeot decappottabile, si trasforma in una dolce vacanzina di due giorni, tra imprevisti, buon cibo e buon vino, bei paesaggi, galanterie.
In “Aspettando il re”, regia Tom Tykwer, Tom Hanks è un imprenditore informatico giunto da Boston in Arabia Saudita per giocarsi l’ultima carta. Alan, in piena crisi familiare e professionale, tenterà di vendere al re, pronto a costruire nel deserto un’avveniristica città, un sistema di videoconferenze con ologrammi. Ma l’attesa dell’incontro col monarca si prolunga (il beckettiano titolo italiano appare più efficace dell’originale “A hologram for the king”, dall’omonimo romanzo di Dave Eggers) e crescono spaesamento e ansia di Alan, alle prese con una cultura e una burocrazia complicate. È un un omaggio alle pioniere della danza moderna, Loïe Fuller e la sua rivale Isadora Duncan, “Io danzerò”, opera prima di Stéphanie Di Giusto ambientata nella Parigi Belle Époque. L’inquieta Loïe Fuller (l’attrice e musicista franco-polacca Soko), nata e cresciuta nel Far West americano, si trasferisce nella Ville Lumère, dove troverà un ambiente culturale più ricettivo alle sue esplosive performance anti-accademiche. Sul suo percorso Loïe incontrerà Isadora Duncan (Lily-Rose Depp), con la quale intreccia un complesso rapporto tra rivalità e seduzione.
In sala con un gran cast il giallo processuale “Una doppia verità” della regista americana Courtney Hunt. L’adolescente Mike (Gabriel Basso) è reo confesso dell’omicidio del tremendo padre (Jim Belushi); l’avvocato di famiglia Richard Ramsey (Keanu Reeves) promette alla vedova (Renée Zellweger) di far assolvere il ragazzo, intanto chiuso in un silenzio ostinato. Il processo si rivelerà difficile, perché tutti i testimoni mentono.
Inquietanti agganci con la più cupa attualità in “Nerve” di Henry Joost e Ariel Schulman (“Paranormal Activity” 3 e 4). La brava ragazza Vee (Emma Roberts) si iscrive a un gioco on line clandestino ed estremo, Nerve, che impone prove reali via via più pericolose (da baciare uno sconosciuto a guidare la moto bendati) per aumentare followers e premi in denaro.
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