Parte con Pirandello e dà voce a vite vissute la rassegna “Strade”

Allo “Spazio Nobelperlapace” dell’Aquila per 5 domeniche spettacoli d’autore che coinvolgono sulla scena il pubblico
L’AQUILA. Sperimentazione, teatro d’autore, racconti autobiografici e trasposizioni da grandi testi. Da domenica prossima, 21 gennaio, torna all’Aquila la rassegna teatrale Strade giunta quest’anno alla sua 16esima edizione. Cinque gli appuntamenti domenicali, sempre alle ore 18, nello Spazio Nobelperlapace di San Demetrio Ne' Vestini.
Una programmazione assortita. «Come ogni anno», spiega Giancarlo Gentilucci direttore artistico di Strade, «per la nostra stagione abbiamo scelto di non proporre un tema centrale ma di presentare spettacoli selezionati sia per la loro qualità artistica sia per permettere ai nostri spettatori di avere uno sguardo sulle diverse forme del teatro».
Domenica 21, a inaugurare la rassegna sarà “I giganti e noi”, prodotto da Arti e Spettacolo ispirato a un grande classico della letteratura teatrale “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello. Sul palco nove interpreti riuniti in una Compagnia intergenerazionale, diretti proprio da Gentilucci.
Stazione ferroviaria di un paese periferico, una stazione dove i treni non si fermano più da molto tempo. Questo il tema proposto allo spettatore, da una parte la realtà del teatro, dall’altra la realtà vissuta dai teatranti di oggi che, per vivere con il proprio lavoro quotidiano, diventano prigionieri di un sistema che rinuncia spesso alla qualità artistica e poetica della professione.
Il lavoro ha avuto la sua genesi e il suo sviluppo durante la pandemia. Persone inizialmente lontane dal teatro e un testo pietra miliare della letteratura teatrale.
Una serie di incontri con la drammaturga Stefania Marrone hanno permesso ai partecipanti di acquisire nuove competenze e soprattutto consapevolezza rispetto al termine cultura. Il risultato è uno spettacolo realizzato impiegando tutte le arti dello spettacolo dal vivo. La rassegna prosegue il 4 febbraio con “Fine pena ora”, tratto dal racconto autobiografico del testo omonimo di Elvio Fassone, magistrato ed ex componente del Consiglio superiore della magistratura, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e da Tedacà.
Il 18 febbraio in scena la produzione di Fondazione I Teatri di Reggio Emilia – Associazione teatrale Autori vivi dal titolo “Dieci modi per morire felici”, uno spettacolo-gioco in cui dieci spettatori hanno la possibilità di sperimentare una nuova vita con un solo obiettivo: appunto quello di morire felici.
Il 3 marzo è la volta della compagnia siciliana Quintoequilibrio che propone “Felicia”, spettacolo liberamente ispirato al libro illustrato “Felicità ne avete?” di Lisa Biggi e Monica Barengo: una storia di animali del bosco e una strega, Felicia, che con il suo arrivo rompe gli equilibri. La storia di un problema che viene affrontato con uno scontro ma che si risolve con un incontro.
La rassegna si concluderà domenica 17 marzo con sul palco “Afanisi”, di Ctrl+Alt+Canc, una performance che rovescia i rapporti tra lo spettatore e lo spettacolo, tra realtà e sguardo che la osserva. Lo spettatore non è più fruitore passivo ma creatore attivo dell’opera che ha di fronte.