Parte “Performative” e L’Aquila è capitale della danza e delle arti

12 Settembre 2024

La rassegna del Maxxi con l’Accademia apre con 5 spettacoli Il via con Rrosa Trio: corpi, melodie e dialetti mediterranei 

L’AQUILA. Venti appuntamenti di arte, danza, musica e teatro trasformano per tre giorni L'Aquila nella capitale della performance con la quarta edizione di Performative, in programma da oggi a sabato 14. Il festival organizzato dal Maxxi L'Aquila con l'aquilana Accademia di Belle Arti è curato da Chiara Bertini, Fanny Borel, Anne Palopoli, Donatella Saroli (Maxxi), Elena Bellantoni e Silvano Manganaro (docenti Abaq). Apertura oggi alle 17.30: dopo i saluti istituzionali la corte di Palazzo Ardinghelli, sede della sezione aquilana del Museo delle arti del XXI secolo, ospita la prima performance: Rrosa trio, con Anna Maria Civico, Elena D'Ascenzo, Ambra Battistelli e Davide Zanini ospite, un lavoro sulla vocalità e il canto in cui melodie, dialetti, sonorità e ritmi delle popolazioni del Mediterraneo, «attraverso l’acustica del luogo e le irripetibili risonanze contingenti, diventano un tessuto sonoro capace di attivare memorie personali e collettive nel pubblico», come spiegano i curatori del festival. A seguire la danzatrice e didatta Marta Ciappina nella con-formance (conferenza- performance) “Diario di una operaia della danza”, lettura confidenziale di taccuini privati con note sul processo creativo di produzioni coreografiche di Marco D’Agostin, Michele Di Stefano e Alessandro Sciarroni, indagando la relazione fra autore e interprete. Alle 20, nella vicina piazza Santa Margherita, Silvia Calderoni e Ilenia Caleo propongono “thefutureisNow?”, rievocazione di “Zen for Head” (1962) di Nam June Paik, pioniere della video-arte.
Chiusura dalle 22.30 in piazza Santa Maria Paganica, davanti al museo, con il live music di Lorenzo Senni “Aat” (Advanced Abstract T) che accompagna il progetto “Windows to look in” (al Maxxi L’Aquila fino al 13 ottobre) e che arriva a Performative dopo essere stato presentato alla Tate di Londra e a Oslo, Berlino, Porto, Lovanio. Domani si parte alle 11 nella corte del Maxxi con due conversazioni dedicate ai temi della performance: l’attrice e drammaturga Ilenia Caleo indaga conflitto, performatività delle lotte, relazione tra arte e attivismo; a seguire, il critico d'arte e direttore di musei Giacinto Di Pietrantonio con “Corpo.0” riflette sulla crescente tendenza a smaterializzare il corpo nella performance, anche per l’espansione delle realtà artificiali, virtuali, aumentate.
Nel pomeriggio Performative si sposta nell’Accademia di Belle Arti. Alle 17 la performer e coreografa Aitana Cordero porta in scena “Solo...!?”, pièce di danza sull'amore, «uno studio sul domestico e lo spettacolare che combina paure, desideri, incapacità, possibilità, dubbi, curiosità». A seguire “Blue Gaze at the Future” del regista egiziano Mohamed Abdelkarim: «radiodrammi e materiali testuali e visivi strutturano una narrazione teatrale, incarnata in una con-formance, sulla leggenda di Zarqã al-Yamãma, chiaroveggente vissuta nella penisola araba preislamica, figura ricorrente nella letteratura contemporanea». Alle 19 la danzatrice e coreografa Francesca Foscarini con “Animale”, performance che intreccia arte e natura, esplora il legame profondo tra esseri viventi, ispirata dall’interesse del pittore Ligabue per il mondo animale e l’autoritratto. Due ore dopo, foyer esterno dell’Accademia, la cantautrice palermitana Maria Violenza propone le sue melodie «punk e sintetiche, mescolate con improvvisazioni folk arabe, storie del sud e canti in francese, inglese, italiano e dialetto siciliano».