Pasolini e i tanti a cui cambiò per sempre la vita

2 Marzo 2023

In arrivo “Una visione nuova” di Scarchilli: «Era un rabdomante di talenti. Il suo erede? Garrone»

Siamo o no il frutto delle esperienze acquisite durante il corso della nostra vita, ma anche di più delle persone che incontriamo specie quando sono straordinarie? Questa la tesi del documentario “Pier Paolo - Una visione nuova” di Giancarlo Scarchilli che racconta, con il giusto ritmo, il mutamento subito dalle esistenze di molti dopo aver conosciuto Pasolini .
Ecco qualche esempio: Bernardo Bertolucci scriveva poesie quando l’artista lo coinvolge come aiuto regista nel suo film “Accattone”; lo stesso per Vincenzo Cerami, suo ex allievo di scuola media, che introduce nel mondo del cinema con “Uccellacci e uccellini”. Che dire poi di Sergio Citti che quando incontra Pasolini è solo un imbianchino. E c’è poi il caso di Laura Betti, quello di Dante Ferretti e ancora di Danilo Donati, Ennio Morricone e tanti altri. «Senza Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci avrebbe probabilmente fatto il poeta, seguendo le orme del padre Attilio», osserva a il regista Scarchilli. «Aveva da poco vinto il Premio Viareggio per la poesia (opera prima) quando Pasolini lo coinvolse come aiuto regista nel film “Accattone”. Senza Pasolini, Sergio Citti poi avrebbe continuato a fare il pittore edile. Il fortunato incontro portò un importante mutamento in ambedue i destini», spiega ancora Scarchilli: «Pasolini trovò il narratore di tante storie di borgata a cui attingere per “Ragazzi di vita”, il romanzo che aprì le porte del cinema a lui stesso come a Citti».
E ancora il regista di questo documentario, unico degli 8 dedicati a Pasolini nel centenario che approda in sala grazie a Medusa (dal 5 all’8 marzo in 100 copie): «Pasolini fu un rabdomante di talenti. Anche Vincenzo Cerami deve tutto al fatto di averlo avuto come insegnante alle medie in una scuola di Ciampino. L’incontro con Pasolini cambiò il corso della sua esistenza, fu lui a coinvolgerlo nel cinema come aiuto regista nel film “Uccellacci e uccellini” e ad avviarlo alla scrittura che lo avrebbeportato alla candidatura all’Oscar per la sceneggiatura di “La vita è bella”. Per non parlare di Laura Betti, che dopo l’incontro con Pasolini ebbe un cambio di rotta fondamentale, umano e professionale. È stata lei poi l’artefice della Fondazione Pasolini. Gli stessi Tonino Delli Colli, Dante Ferretti, Alfredo Bini, Nino Baragli, Danilo Donati e tanti altri, sono cresciuti alla sua “bottega” cinematografica, influenzati dal suo pensiero e dalla sua carismatica personalità». Intervengono nel docu: Pupi Avati, Walter Veltroni, Filippo Ceccarelli, Matteo Anastasi, Giancarlo de Cataldo, Carlo Verdone, Daniele Luchetti, Giuseppe Manfredi, David Grieco, Blasco Giurato, Ugo de Rossi, Felice Laudadio, Andrea Purgatori, Caterina D'Amico, Luigino Piccolo Giuseppe Gentile e Alessio Boni. Un erede di Pasolini? «Sicuramente Matteo Garrone», dice Scarchilli, «anche lui è un regista pieno di autenticità. “L'Imbalsamatore” è un film straordinario».