Pasotti e D’Abbraccio per un nuovo Amleto pop e contemporaneo

Due appuntamenti con il classico dramma di Shakespeare Stasera a Lanciano, martedì e mercoledì all’Aquila
Doppio appuntamento con il teatro di Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio, che sul palco diventano un intenso e moderno Amleto e la sua fragile, tormentata ed egocentrica madre, la regina Geltrude.
Hamlet, la piece liberamente tratta dal capolavoro di William Shakespeare, va in scena stasera alle 21 come ultimo appuntamento con il cartellone di prosa della Stagione 2021/2022 del teatro Fenaroli di Lanciano. E poi, martedì 12 aprile, sempre alle 21, e mercoledì 13 alle 17.30, si replica all’Aquila, al Ridotto del Teatro comunale, per la Stagione teatrale del Teatro Stabile d’Abruzzo.
L’adattamento dall’Amleto scespiriano e la traduzione sono a cura di Alessandro Angelini e Antonio Prisco, mentre la regia è di Francesco Tavassi, in una coproduzione del Teatro stabile d’Abruzzo.
Otto gli attori sul palcoscenico: con Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio ci saranno anche Gerardo Maffei, che interpreta prima il Re Claudio e poi lo Spettro; Claudia Tosoni, che è Ofelia, la donna amata da Hamlet; Davide Paganini e Pio Stellaccio, sono Polonio e Laerte, il padre e il fratello di Ofelia, mentre Salvatore Rancatore e Andrea Papale, sono i due amici di Hamlet, Rosencrantz e Guildersten. Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Sabrina Beretta e Serena Manfredini, le musiche di Davide Cavuti.
Per il più rappresentato dei drammi di Shakespeare si tratta, questa volta, di una trasposizione nel contemporeaneo del testo classico. Perché in verità, in tutto il panorama dei personaggi del drammaturgo inglese, non esiste un eroe più moderno di Amleto. Questo perché già diversi secoli prima della nascita della psicanalisi, Amleto s’impone come un personaggio dalla psiche profonda e complessa.
La sua battaglia, prima ancora che col mondo esterno è un conflitto interiore e, proprio in questa profondità, risulta molto attuale.
Non devono trarre in inganno, le armi, il regno di Elsinore, il linguaggio d’altri tempi, Amleto vive e si nutre ad ogni rivisitazione del tributo che si paga ai capolavori; adattandolo non se ne scalfisce il valore, semmai lo si rinnova. Ad ogni rivisitazione il suo mito cresce, si scoprono nuove aderenze alla contemporaneità e s’accresce la precisione della sua spada perché penetri con maggior precisione.
Nella sua incapacità di scegliere, nel subire il peso fisico e terreno che deriva da tali indecisioni, nell’isolamento che arriva a sfiorare la follia, Amleto è un personaggio dei giorni nostri. Un uomo imprigionato nella sua condizione, simile in tutto e per tutto a quelli che s’incontrano lungo i marciapiedi delle nostre città. Uomini di ogni età e ceto sociale, incapaci di reagire alle avversità che li hanno presi di mira, paralizzati in attesa di un evento che li strappi alla loro condizione e li faccia ripartire, animati dal desiderio di rivalsa verso la società che li ha declassati, la donna che li ha delusi. Dagli affetti che avrebbero dovuto proteggerli.
Una rivisitazione, questa di Hamlet, che ha ottenuto grande successo di pubblico e ottime recensione dalla critica, in tutta Italia.
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