Peanuts, settant’anni fa nasceva Charlie Brown

ROMA. Il nome, Peanuts, venne scelto dal distributore e si dice che a Charles M. Schulz non piacesse. Compiono 70 anni Charlie Brown, Lucy, Linus, Snoopy, Woodstock e gli altri: esordivano il 2...
ROMA. Il nome, Peanuts, venne scelto dal distributore e si dice che a Charles M. Schulz non piacesse. Compiono 70 anni Charlie Brown, Lucy, Linus, Snoopy, Woodstock e gli altri: esordivano il 2 ottobre 1950 e sono stati pubblicati quotidianamente fino al 13 febbraio del 2000, il giorno dopo la morte dell'autore. Il fumetto è stato uno dei più famosi e influenti al mondo, diffuso su oltre 2600 testate, tradotto in più di 20 lingue e pubblicato in oltre 70 nazioni, raggiungendo 355 milioni di lettori. Ora con i social impossibile fare un calcolo.
Schulz prese da un compagno di liceo il nome del personaggio in cui mise se stesso: Charlie Brown. Una donna che respinse la sua proposta del matrimonio divenne la creatura continuamente nominata ma mai vista: la ragazzina dai capelli rossi.
Dal 1950 fino alla sua morte Schulz disegnò 17.897 strisce, una al giorno. I suoi personaggi erano eterni perdenti. Charlie non primeggia nello sport, tanto meno con le donne, ma qui sta la grandezza, non molla mai. Linus con la sua coperta, è entrato nei dizionari di mezzo mondo per rappresentare il bisogno di aggrapparsi a qualcosa (o qualcuno). Lucy è una ragazza insopportabile che dallo sportello psichiatrico dispensa consigli taglienti e sarcastici. Snoopy, il bracchetto più famoso del mondo, armato di macchina per scrivere, tenta da sempre di scrivere il grande romanzo americano: «Era una notte buia e tempestosa«. I personaggi non invecchiano e gli adulti non compaiono mai. I fumetti, diceva sempre Schulz «non sono sciocchi riquadri d'inchiostro da riempire, ma un'impresa terribilmente seria».

