Performance allo Spazio Matta con “Corallo liquido” di Formoni

30 Aprile 2017

PESCARA. La ripetizione cadenzata di gesti quotidiani, come l’atto di misurare il valore glicemico, trasformata in un rituale per insegnare al pubblico a riflettere sui tabù sociali della malattia e...

PESCARA. La ripetizione cadenzata di gesti quotidiani, come l’atto di misurare il valore glicemico, trasformata in un rituale per insegnare al pubblico a riflettere sui tabù sociali della malattia e della caducità della vita. Lo sfoggio del sangue visto come simbolo per superare la membrana del corpo e ritrovare la propria identità oltre la sofferenza fisica. È il senso della performance di Nicola Fornoni, “Corallo liquido (2015-17)”, che stasera alle ore 21, allo Spazio Matta di Pescara, sarà presentata per la prima volta nell’ambito di Corpo, il festival delle arti performative a cura di Ivan D’Alberto e Sibilla Panerai e promosso dal centro di archiviazione e promozione della performing art.
La settima edizione di Corpo ruota intorno a due appuntamenti, organizzati sabato e domenica a Pescara, e ad altre tre iniziative che invece si terranno a Venezia, sull’Isola di San Servolo, in occasione dell’apertura della 57ª Biennale. In luoghi diversi ma con linguaggi complementari, artisti italiani e internazionali indagheranno, attraverso il corpo, su tematiche legate ai diritti di genere, all’integrazione sociale, alla memoria personale e collettiva. Il contenitore è quello del festival delle arti performative, che nel 2012 ha ricevuto una menzione d’onore dal Mibact perché ritenuto uno dei progetti più interessanti a livello nazionale «per la capacità di offrire un programma che coniuga l’approfondimento storico e l’attenzione alle nuove proposte della live art». Come spiegano i curatori, l’edizione 2017 di Corpo ha come tema “Historicizing” (forma sostantivata del verbo inglese to historicize), scelta per sottolineare la storicizzazione della performance art e l’evoluzione della rassegna. L'inaugurazione si è svolta, ieri a Pescara (Palazzo Ferrini, studio di architettura He5) con la mostra documentaria di Otto Muehl ed Hermann Nitsch, realizzata grazie alla collaborazione con Fuorizona artecontemporanea e alla donazione della Fondazione Morra di Napoli. Oggi sarà la volta dell’artista bresciano Nicola Fornoni, affetto da sclerodermia, che allo Spazio Matta esprimerà i temi della sua ricerca bucandosi le falangi come simbolo immaginario di sfida e sofferenza: una performance già concepita per il video omonimo esposto a Dijon. A Venezia, invece , il 12 maggio ci sarà la performance “Sine Nonime (2017)” di Mandra Cerrone, seguita sabato 13 maggio dall’esibizione di Mariana Hahn “Distant Letter Present Now (2013-2017)” e dalla “durational performance 268” dello spagnolo Abel Azcona. (y.g.)
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