Periferie d’Abruzzo in video e musica per stupire Milano

11 Gennaio 2016

TERAMO. C'è un po' di periferia d'Abruzzo a Milano, tra le opere finaliste del video-concorso “Italy in a frame”, la competizione che si interroga sui mutamenti del paesaggio architettonico italiano...

TERAMO. C'è un po' di periferia d'Abruzzo a Milano, tra le opere finaliste del video-concorso “Italy in a frame”, la competizione che si interroga sui mutamenti del paesaggio architettonico italiano negli ultimi anni, e che si concluderà il prossimo 27 gennaio con la designazione dei vincitori. L'iniziativa, promossa dalla Triennale di Milano – istituzione culturale internazionale che produce mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura e società – e dall'Università Iulm, vede infatti, tra i 27 progetti selezionati che concorreranno per il premio finale, il filmato dal titolo omonimo al concorso, “Italy in a frame”, di Claudia Petraroli e Gaetano Cappella. Fotografa teramana lei, musicista chietino lui, entrambi classe '87, i due artisti hanno realizzato un video sul piccolo bacino artificiale del lago Sant'Angelo, che si trova in provincia di Chieti. «Abbiamo deciso di raccontare la periferia e la periferia dalla quale proveniamo, piuttosto che quelle delle grandi città che ci troviamo a vivere per necessità», spiegano. «Nel lavoro abbiamo voluto sottolineare il contrasto tra l'intervento umano e la natura: da una parte ci sono infatti la diga, le infrastrutture di cemento lasciate all'abbandono e i piloni che sono sopravvissuti alla bonifica dell'area; dall'altra il verde e l'acqua. Alla fine quello che emerge è che l'elemento naturale, nonostante la mano dell'uomo, è una forza che sopravvive e che non perde la propria unità».

E a proposito del lavoro audio Gaetano aggiunge: «Anche la sonorizzazione del video rispetta questa visione, avendola composta con la tecnica del field recording (registrazione ambientale) e dell'improvvisazione elettroacustica ispirata dai suoni della diga e dell'ambiente del lago. Per il progetto “Italy in a frame” ho cercato infatti di comporre una traccia che portasse l'ascoltatore nei luoghi in cui è stato girato il video, utilizzando i rumori industriali prodotti dalla diga, i suoni dell'acqua e dei tronchi che sbattono tra loro trascinati nel lago dalla corrente. Infine ho aggiunto gli archi perché danno quel senso di angoscia e di emotività che si respira guardando uno scorcio naturale modificato per sempre dall'uomo». «La realizzazione di questo progetto è stato, oltre che un momento di riflessione sullo spazio e su come esso sia vissuto, anche il banco di prova dell'unione di due modi di vedere, quello fotografico e quello musicale, che si sono rafforzati l'un l'altro, nella convinzione dell'importanza del lavoro collettivo nella ricerca artistica», conclude Claudia. Il video è ora esposto, insieme agli altri progetti finalisti, in una specifica sezione all'interno della mostra “Comunità Italia. Architettura / Città / Paesaggio” a cura di Alberto Ferlenga e Marco Biraghi, che racconta in circa 120 opere l'architettura italiana del secondo Novecento da Ludovico Quaroni a Ignazio Gardella, da Aldo Rossi a Renzo Piano. La mostra, in corso a Viale Alemagna a Milano, sarà visitabile fino al 6 marzo.

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