«Più attenzione all’ambiente, ma senza derive ideologiche»

MIGLIANOCO. Come vignaiola può considerarsi "storica" non solo a Miglianico ma anche a Loreto Aprutino. Sono due infatti le anime dell'azienda vitivinicola di Chiara Ciavolich, che porta avanti da...
MIGLIANOCO. Come vignaiola può considerarsi "storica" non solo a Miglianico ma anche a Loreto Aprutino. Sono due infatti le anime dell'azienda vitivinicola di Chiara Ciavolich, che porta avanti da quando era ragazza la tradizione familiare tra le provincie di Chieti e Pescara. Anche il Vinitaly lo conosce bene, perché a Verona è presente dal 1998.
Lei è molto vicina alle problematiche dell'agricoltura ed è presidente di Coldiretti Pescara: che momento vive il suo settore?
«Non solo il mondo del vino ma il mondo intero, come mai prima, vive in maniera attenta e responsabile il rispetto per l’ambiente, prestando attenzione a ciò che si mangia e si beve. Nel settore enologico noto un senso di responsabilità crescente da parte dei produttori più coscienziosi nel rispettare territorio e biodiversità».
Dai vigneti agli stand di Vinitaly è evidente il dibattito tra produzioni convenzionali e non: cosa ne pensa?
«Rispettare la natura e la produzione vinicola non vuol dire solo sposare un concetto "bio" di agricoltura, bisogna invece interrogarsi più ampiamente su quello che in azienda si può fare per una agricoltura sostenibile che salvaguardi la fertilità del suolo e la salute del consumatore e dell’agricoltore, ma che crei anche un reddito equo per l'imprenditore. Purtroppo assistiamo spesso a derive ideologiche estremiste e manichee che vedono il bene da una parte e il male nella parte opposta, come solo in Italia si riesce a fare».
Come considera la presenza dell'Abruzzo a questo Vinitaly?
«Positiva, l’operazione del Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo permette a molte piccole aziende di partecipare alla fiera vinicola più importante che c'è in Italia con dei costi ragionevoli».
Di cosa ha bisogno il mondo del vino abruzzese?
«Di una concreta e decisiva opera di tutela e valorizzazione dei nostri vini da parte del Consorzio e di una promozione più mirata su determinati Paesi esteri molto attenti ai vini d’Abruzzo di qualità».
Che novità porterà Ciavolich a Verona?
«Due nuovi vini, la Passerina molto fresca e delicata "Donna Ernestina" e un Moscato Passito del 2015 che proviene da un ettaro impiantato del 2011. È un Moscato ottenuto con un appassimento dell'uva in vigna, con spremitura a mano e fermentazione a temperatura controllata in cantina, prodotto in sole 1000 bottiglie da mezzo litro».
Giorgio D’Orazio
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