Piccole storie dell’Aquila che fu
L'AQUILA. L'Aquila del tempo che fu. Tra ricordi sbiaditi e mille aneddoti. Storie trasformate in racconti tessuti dalla penna del giornalista vaticanista e scrittore aquilano, Mario Narducci, classe...
L'AQUILA. L'Aquila del tempo che fu. Tra ricordi sbiaditi e mille aneddoti. Storie trasformate in racconti tessuti dalla penna del giornalista vaticanista e scrittore aquilano, Mario Narducci, classe 1938, nella prima fase pandemica. Via delle Bone Novelle. Racconti in quarantena, (Iaed edizioni) trae spunto da una delle strade più note del centro storico aquilano. Un'intuizione nella quale si racchiude, scrive il presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta, nell'introduzione «il senso vero del dipanarsi della narrazione letteraria». Come in un raccoglitore di fotografie, Narducci, allinea vecchi scatti ingialliti dagli anni e ripercorre strade, piazze, vicoli, sdruccioli e bassi dell'antica città. Nel libro spuntano personaggi che rigettano i falsi stereotipi della ricchezza e del successo: "poveri cristi", collocati in cornici realistiche che li rendono unici nel loro genere. Da Mastro Peppe, a Maria la Polveriera, a Fortunato milleprofumi, Narducci ha coltivato con la memoria "pizzichi aurei di follia creativa" declinati nei ricordi. Il libro contiene anche i contributi di Liliana Biondi, docente dell'Università dell'Aquila e di Gastone Mosci, docente dell'Università di Urbino.(m.p.)

