Piombo di 2000 anni fa per studiare l’universo nel ventre del Gran Sasso

19 Gennaio 2016

L’AQUILA. È salpato ieri dalla Sardegna verso il Gran Sasso un preziosissimo “carico”. Si tratta di 30 lingotti di un piombo particolare, unico per le sue caratteristiche che lo rendono ideale per...

L’AQUILA. È salpato ieri dalla Sardegna verso il Gran Sasso un preziosissimo “carico”. Si tratta di 30 lingotti di un piombo particolare, unico per le sue caratteristiche che lo rendono ideale per gli studi sulla comprensione della storia dell'universo. Il metallo, totalmente privo di contaminazione radioattiva, sarà utilizzato per verificare un fenomeno della fisica dei neutrini mai osservato fino ad ora. Sono gli ultimi pezzi dei 150 lingotti rivenuti all'interno di una nave romana affondata duemila anni fa al largo dell'isola di Mal di Ventre, davanti alla costa oristanese. Lingotti recuperati grazie ad un progetto di cooperazione tra l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la Soprintendenza Archeologia della Sardegna e le Università di Cagliari e Milano Bicocca. La cerimonia di consegna del piombo romano si è svolta al Museo Archeologico nazionale di Cagliari. Estratto dalle miniere romane in Spagna di Sierra de Cartagena, ha riposato nei fondali della Sardegna per oltre duemila anni. E ora è ripartito da Cagliari per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Infn. La nuova destinazione sarà il ventre di una montagna, sotto i 1400 metri di roccia della catena appenninica. Gli archeologi hanno potuto ricostruire il destino della nave romana fatta affondare presso l'isola sarda per non far cadere in mani nemiche il già allora prezioso carico. Il piombo è tracciabile non solo per via dei marchi di fabbrica di allora, ma grazie alle tecnologie attuali per i loro profili di composizione di piombo e le tracce di impurità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA