Pomeriggio con Chopin, l’Adagio di Pärt, Piazzolla

7 Dicembre 2022

Suonano all’Aquila la violinista russa Milas, il violoncellista abruzzese De Angelis e la pianista Ammara

L’AQUILA. Un trio di musicisti straordinari è quello proposto nel concerto in programma per l’Immacolata, domani, all’Auditorium del Parco dell’Aquila con inizio alle ore 18 nell’ambito della 77ª stagione della Società “Barattelli”. La violinista Ksenia Milas, russa di origine e prima formazione ma residente in Italia da oltre 10 anni, docente all’Accademia internazionale di Imola e, dal 2020, alla Scuola di Musica di Fiesole, è certamente una delle più interessanti violiniste della sua generazione. Il violoncellista aquilano Giuliano De Angelis sta conducendo la sua carriera sia in Italia, ricoprendo ruoli principali e da solista con le orchestre più prestigiose, sia all’estero. Collabora con musicisti per eventi non solo classici ma anche jazz e di teatro. La pianista Alessandra Ammara si esibisce in Italia e all’estero e dal 1999 suona in duo pianistico con Roberto Prosseda. Il programma del concerto inizia con il Trio Sonata in sol min. op. 8 di Chopin, tra le prime composizioni cameristiche romantiche al suo debutto all’Aquila. Segue un’opera molto singolare: un Adagio del compositore estone Arvo Pärt realizzata nel 1992 su commissione del Festival di Helsinki, una breve pagina in memoria di Oleg Kagan, amico del compositore e violinista russo di grande talento, morto in giovane età nel 1990. Kagan sentiva una particolare affinità con la musica di Mozart, di cui eseguiva spesso in concerto le sonate. È stato naturale per l’amico Pärt ricordarlo con la rielaborazione di una delle pagine più toccanti del salisburghese, l’Adagio tratto dalla Sonata per pianoforte in fa maggiore K 280. Il 1992 fu anche l’anno di un’altra perdita per il mondo della musica, quella del musicista e compositore argentino Astor Piazzolla la cui fonte di ispirazione principale è la sua città Buenos Aires. L’atmosfera, i sapori, i colori del porto cittadino si ritrovano in Las cuatro Estaciones Porteñas (Le quattro stagioni di Buenos Aires) composte tra il 1964 e il 1970. I riferimenti a Vivaldi, autore della più celebre serie di Stagioni, e alla città di Venezia sono evidenti. I singoli brani inizialmente separati sono pensati da Piazzolla come un unico concerto, qui eseguiti nell’arrangiamento per trio con pianoforte di José Bargato.