Premio Borsellino domani a Pescara

6 Novembre 2015

Ilaria Cucchi, Caterina Chinnici e don Pino De Masi fra i vincitori

PESCARA. Si svolgerà domani alle ore 10, nella sala del consiglio comunale di Pescara, la cerimonia del 20esimo Premio Borsellino. I nomi dei vincitori sono stati resi noti ieri dal presidente del premio, don Aniello Manganiello, a dai coordinatori Oscar Buonamano e Gabriella Sperandio.

Il premio Impegno civile e sociale è stato assegnato a Ilaria Cucchi, don Pino De Masi, Donatella D’Amico, Anna Di Carlo, Rossano Ercolini e Vincenzo Ciconte. Per la cultura al libro “Io non taccio” di Tony Gentile. Per il giornalismo ad Arnaldo Capezzuto, Nello Trocchia, Fabrizio Feo, Domenico Iannacone, Michele Albanese. Per la legalità a Caterina Chinnici, Giovandomenico Lepore, Fausto Cardella, Francesco Lo Voi.

“E’ l’edizione del ventennale», ha detto Gabriella Sperandio, «quella dei tanti ringraziamenti. Grazie in primis a tutte le personalità che collaborano con noi. Ringrazio l'amministrazione e le istituzioni che ci affiancano in questo Premio e don Aniello Manganiello che ha accettato di esserne presidente, una figura forte, che ogni giorno si occupa di contrastare il fenomeno mafioso, di tutti i fenomeni mafiosi attraverso l’azione a Scampia e dentro l’associazione “Ultimi” di cui è motore».

«Siamo molto contenti di come la stampa ha accompagnato la parte finale del Premio Borsellino», ha aggiunto Oscar Buonamano. «Quest'anno abbiamo avuto la conferma che la nostra presenza nelle scuole ha dei ritorni molto significativi, perché molti istituti lavorano in attesa del nostro arrivo e si preparano per accogliere nel migliore dei modi le persone che incarnano il premio. La presenza di queste personalità nelle scuole testimonia che la mafia non vince sempre, perché questa è una battaglia che non si vince una volta per tutte, ma va combattuta ogni giorno, devi farla crescere e sono convinto che attraverso il Premio Borsellino abbiamo portato un nostro contributo bello e forte, dando spazio ai protagonisti di questa battaglia».

«Vi confesso che sono un po’ basito per questo incarico di presidente del Premio Borsellino», ha concluso don Aniello Manganiello, «ma sono contento di contribuire per quello che potrò fare, perché questo Premio ci ricorda continuamente un grande magistrato e un grande uomo. Borsellino ha un quid in più perché è rimasto fedele al suo ruolo di magistrato, nonostante avesse chiaramente il convincimento di morire, lui è rimasto lì. Ci vogliono delle motivazioni forti per andare avanti, le dobbiamo continuamente cercare e una volta trovate le dobbiamo alimentare».

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