Premio Campiello, scelti i finalisti

Nella cinquina i romanzi di Tarabbia, Pariani, Cavalli, Colagrande e Pecoraro
PADOVA. Una selezione per la cinquina finalista del Premio Campiello difficile e combattuta, con la scelta dell'ultimo romanzo al ballottaggio, «Madrigale senza suono» di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri), dopo tre votazioni andate a vuoto, grazie al voto finale e decisivo del presidente della giuria Carlo Nordio. L'andamento del confronto per definire la cinquina, nel tradizionale appuntamento a Padova, è stato indice della vitalità delle proposte presenti nei 92 libri segnalati. Al primo giro l'attenzione della maggioranza dei giurati si è concentrata su «Il gioco dell'oca» di Laura Pariani (La nave di Teseo), la storia ambientata nel '600 di una cantastorie che sfida le convenzioni del suo tempo. Via libera, al secondo, a «Carnaio» di Giulio Cavalli (Fandango), con cadaveri su cadaveri pescati in mare, e a «La vita dispari» di Paolo Colagrande (Einaudi), la parabola umana di un ragazzino che vede solo una metà del mondo; poi, alla terza votazione, è passato «Lo stradone» di Francesco Pecoraro (Ponte alle Grazie), ambientato nella «Città di Dio» che molto assomiglia a Roma. Poi, si è aperta la disputa tra l'opera di Tarabbia, che ruota attorno a un delitto e un principe madrigalista a cavallo tra '500 e '600, e «Il dono di saper vivere» di Tommaso Pincio (Einaudi). Una parità 5 a 5 fino alla scelta del presidente. Nordio. Per il presidente, dalla lettura dei libri pervenuti alla giuria dei letterati - oltre 300 - è emerso che ogni autore ha una sua particolare tendenza a qualcosa di specifico e ha ricordato «M. Il figlio del secolo» di Antonio Scurati (Bompiani), che ha votato più volte: «Un libro molto bello e attuale perché in un periodo in cui si parla a vanvera di neofascismo, di revival di dittature, ti fa capire con un linguaggio assolutamente elegante ma anche semplice, senza faziosità e pregiudizi, quali erano i momenti in cui è nato il fascismo, che sono completamente diversi da quelli di oggi. È importante anche dal punto di vista educativo». Se dalla giuria dei letterati è arrivato il premio per l'opera prima, «Hamburg» di Marco Lupo (Il Saggiatore), il nome del vincitore del Campiello si saprà dai risultati della giuria dei 300 lettori il 14 settembre, nella cerimonia al Teatro La Fenice, a Venezia.
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