Premio Di Donato per il giornalismo d’impegno

TARANTA PELIGNA. E' stata celebrata, sabato scorso a Taranta Peligna, la cerimonia conclusiva del Premio giornalistico Pietro di Donato, riservato al miglior articolo-inchiesta (per carta stampata,...
TARANTA PELIGNA.
E' stata celebrata, sabato scorso a Taranta Peligna, la cerimonia conclusiva del Premio giornalistico Pietro di Donato, riservato al miglior articolo-inchiesta (per carta stampata, tv, radio e Internet) sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro. Il premio è intitolato allo scrittore americano Pietro Di Donato, autore del romanzo “Cristo fra i muratori”, nato nel 1911 a Hoboken nel New Jersey, da genitori originari di Vasto (il padre) e Taranta Peligna (la madre), e morto a New York nel 1992. Da quest’anno, il premio ha il riconoscimento della medaglia del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Ecco i premiati di questa edizione. Il primo classificato nella sezione Web è Tommaso Botto per il servizio “Toglievo Eternit per 100 euro” pubblicato sul sito www.dovatu.it nel settembre scorso.
Il primo classificato per la sezione Radio-Televisione è andato a Nicole Di Ilio per il servizio “Ecco come si sfruttano i ragazzi del servizio express” trasmesso nel corso del programma “La gabbia open” su La7 nell’ottobre scorso.
Il vincitore nella sezione Carta stampata è Annachiara Spagnolo per il servizio “Caporalato nel ghetto di Nardò. L'arruolamento degli sfruttati è via whatsup” pubblicato su Repubblica nel luglio scorso.
Per le seconde posizioni, su proposta del presidente della giuria, Fausto Bertinotti, si è deciso di assegnare due premi ex aequo alla sezione Web, «perché presenti candidature di particolare spessore»: la seconda posizione ex aequo stataè assegnata a Floriana Bulfon per il servizio “Agro Pontino, schiavi al lavoro tra i rifiuti tossici”, pubblicato sul sito del settimanale L’Espresso nel settembre scorso; e ad Antonio Crispino per il servizio “Napoil, inchiesta su concimi prodotti da animali affetti da virus. Operai e proprietari distruggono la telecamera di Antonio Crispino” pubblicato sul sito del Corriere della Sera nel settembre scorso.La seconda posizione nella sezione Radio-Televisione del è andata ad Alessandro Braga per il servizio “La medicina del lavoro e gli infortuni” trasmesso dal programma di Radio Popolare "37 e 2"nel maggio scorso.
La giuria ha assegnato anche il Premio speciale settore agricoltura (a cura della Cia) a Francesca Grilli per il servizio “Rischio chimico in serra guida alla corretta gestione” pubblicato su Il Fioricoltore nell’ottobre 2015. La giuria, presieduta da Bertinotti, è composta dall’economista ed ex ministro Tiziano Treu, Enzo Jacopino, giornalista e presidente dell'Ordine dei giornalisti nazionale, Lucia Annunziata, giornalista direttore dell'Huffington Post e il direttore dell'Inail Abruzzo, Nicola Negri.
A premiare i vincitori c’erano, a Taranta Peligna, Giovanni Legnini vicepresidente del Csm, Maria Amato, parlamentare del Pd, Nicola Negri, Giuseppina Paterniti, vicedirettore del Tgr nazionale, Luigi D'Alessandro, dell’Anmil Abruzzo, e Giuseppe Cornacchia, della Cia nazionale. Ad accoglierli il sindaco di Taranta Peligna, Marcello Di Martino. Nel dibattito che ha preceduto la consegna dei premi, Giovanni Legnini ha sottolineato come z il rispetto delle regole, delle norme, in materia di lavoro e sicurezza rivestono un ruolo delicato. La cultura della legalità è fondamentale, se le norme vengono rispettate le percentuali di infortunio tendono a diminuire».
Maria Amato, che nella sua carriera di medico radiologo ha visto da vicino gli effetti degli infortuni sul lavoro e la ricaduta in dolore e fragilità sulle famiglie, si è soffernata su due argomenti in particolare: il precariato e l'edilizia sanitaria «Occorre partire dalla radice del problema: il lavoro precario», ha detto Amato. «Sui vaucher bisogna modificare la norma, perchè all'uso selvaggio di questo strumento si associa una estrema precarietà. E precarietà non fa rima con sicurezza».
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