Premio Di Venanzo alla carriera a Zamarion

9 Ottobre 2022

Esposimetri anche ad Arenson, Zeitlinger e, alla memoria, a Giuseppe Rotunno. Madrina della kermesse Eleonora Giorgi

TERAMO. «Ricevo questo premio nella casa di un grande maestro, Gianni Di Venanzo, un rivoluzionario, un grande autore della luce che ha tolto i riflettori dall’alto e li ha messi a terra, innovando totalmente la fotografia del cinema». Queste le parole di Fabio Zamarion, direttore della fotografia prediletto da Tornatore, nel ricevere l’Esposimetro d’oro alla carriera. La consegna del prestigioso riconoscimento al cinesta romano, che in bacheca ha un David di Donatello per “La sconosciuta”, è stato il momento culminante e conclusivo della lunga cerimonia con cui ieri sera nel teatro Comunale di Teramo si è congedato il 27° Premio internazionale della fotografia cinematografica “Gianni Di Venanzo”, organizzato dall’associazione culturale Teramo Nostra nel nome del maestro teramano della luce. Una cerimonia arricchita dal fascino e simpatia dell’attrice Eleonora Giorgi, madrina dell'edizione 2022, che ha raccontato aneddoti divertenti e, con competenza tecnica, il rapporto sul set coi grandi direttori della fotografia, Nannuzzi, Guarnieri, Contini, Tovoli, Giurato. Il Premio Di Venanzo è la festa degli autori della cinematografia, come li chiamano in America, una kermesse apprezzata sia in Italia che all’estero. Molto più che dai teramani stessi, che dovrebbero partecipare di più e voler bene all’unica manifestazione culturale internazionale della loro città. Anche per non perdersi, per esempio, il travolgente umorismo di Francesco Pannofino, attore e doppiatore (tra gli altri di George Clooney).
GLI ALTRI TRE ESPOSIMETRI
Il premio per la migliore fotografia di un film straniero è andato all’israeliano Eli Arenson, arrivato a Teramo da Reykjavik per ritirare il premio alla sua fotografia creatrice di atmosfere di realismo magico per “Lamb” (2021) dell’islandese Valdimar Jòannson. L’austriaco Peter Zeitlinger, che vive in Friuli e parla italiano, è salito sul palco per ricevere l’Esposimetro per la migliore fotografia di un film italiano, “L’angelo dei muri” di Lorenzo Bianchini; «Scusa se ti ho interrotto» gli ha detto dopo i primi convenevoli il torrenziale presidente di giuria Stefano Masi, che ha condotto la serata con l’attrice Antonella Salvucci, «Non ho nemmeno cominciato», ha risposto ridendo Zeitlinger, che vanta un lungo sodalizio col maestro Werner Herzog e deve la folgorazione per il mestiere alla fotografia di Di Venanzo nel felliniano “8½”. Una commossa Carmen Rotunno ha ritirato l’Esposimetro alla memoria del padre, il leggendario Giuseppe Rotunno, al fianco di Visconti, Fellini, otto Nastri, cinque David, grande amico di Teramo e del Premio Di Venanzo, che gli conferì l’Esposimetro alla carriera nel 1997.
COMMOZIONE
Il Premio Integrazione e Solidarietà Marco Pannella è andato al medico afghano Arif Oryakhail, collegato via skype, che ha visto e vede sul campo la guerra, i rifugiati, l'oppressione di donne e bambini. Emozionante anche il ricordo del regista teramano Gianfranco Fiore Donati, morto a gennaio, firma storica del cult di Rai3 “Blob”, da parte del direttore artistico di Teramo Nostra, Sandro Melarangelo, che si è aggiunto ai saluti finali del presidente Piero Chiarini. Melarangelo ha ricordato che il film di Fiore Donati “Blu cobalto” (1985), interpretato da Anna Bonaiuto ed Enrico Ghezzi, fu sceneggiato insieme ad Aldo Braibanti, intellettuale perseguitato per la sua omosessualità, un caso terribile raccontato da Gianni Amelio ne “Il signore delle formiche”.
TARGHE SPECIALI
I premi per la fotografia della fiction tv sono stati consegnati a Paolo Carnera e Leo Carbotta. Tra gli ospiti, l’attore Pino Ammendola, protagonista del docufilm sui profughi della guerra in Ucraina “Oltre il confine” del musicista e autore francavillese Davide Cavuti, premiato con una targa insieme al direttore della fotografia Matteo Veleno. Un riconoscimento all’artista Marco Pace per i ritratti di attori e attrici che da vent'anni fanno la scenografia del Di Venanzo al Comunale, dove il commento musicale è affidato come sempre al pianista Franco Di Donatantonio e la regia a Gianfranco Manetta. Impeccabile accoglienza ospiti della Banda musicale di Montorio e degli studenti dell’Istituto Di Poppa-Rozzi di Teramo.