Premio Michetti, al via la mostra a Francavilla

16 Luglio 2018

Scelti i vincitori della 69esima edizione della rassegna: il romano Matteo Montani e la mantovana Lucia Veronesi

FRANCAVILLA. Si è inaugurata, sabato scorso, la 69esima edizione del Premio Michetti, che, fino al 30 settembre, è ospitata nel Museo Michetti di Francavilla con il titolo “Che arte fa oggi in Italia”, in una mostra a cura di Renato Barilli.
La giuria tecnico scientifica composta dai critici Guido Bartorelli, Guido Molinari, Gabriele Simongini e dal presidente della Fondazione, Carlo Tatasciore, ha assegnato due premi acquisto, che andranno ad arricchire il patrimonio della Fondazione Michetti, agli artisti Matteo Montani, 46 anni, romano, e Lucia Veronesi, 42 anni, mantovana.
“Che arte fa oggi in Italia” è il tema scelto dal curatore Renato Barilli, uno dei più importanti nomi nel campo della storia e critica d'arte del nostro paese, che negli anni ha consolidato un forte legame con Francavilla e con il grande nome di Francesco Paolo Michetti, di cui ha promosso mostre, anche all’estero, fino alla retrospettiva del 2011 dedicata a Mattia Moreni.
«Il titolo proposto», spiegano le note di presentazione del Premio, «risponde al compito che un critico militante come Barilli sente di avere in primo luogo, quello di fiutare l’arte e di avvisare il pubblico dove questa stia andando e ciò è possibile proprio grazie alla grande esperienza maturata da Barilli come curatore e "talent scout", basti pensare a "Officina Italia 2" del 2011 e "Biennale Giovani 3" del 2015, nelle quali giovani artisti promettenti, ma non ancora affermati, hanno trovato il loro trampolino di lancio verso un posizionamento sicuro nel panorama artistico italiano, nonostante un’età che non supera quasi mai i 40 anni».
Il Premio Michetti presenta una campionatura di 33 artisti che vengono da tutta l’Italia, compreso l’Abruzzo, oltre a un omaggio all'artista abruzzese, scomparso di recente, Domenico Colantoni.
L'allestimento del Premio Michetti è suddiviso in due sezioni ideali: la prima dedicata alle installazioni e sculture; e la seconda al grande ritorno della pittura, che in qualche modo è anche una risposta al pessimismo dell'ultimo Michetti, che negli ultimi anni della sua carriera abbandonò quasi completamente la pittura per dedicarsi alla fotografia. Tatasciore ha sottolineato come il ruolo di presidente della Fondazione sia quello di «lavorare affinché tutto si svolga in un clima di grande serenità e che tutto lo staff impegnato nella realizzazione dell'evento lavori con convinzione ed entusiasmo». Infine, nella sala dove si trovano le grandi tele di Michetti "Le Serpi" e "Gli Storpi" sarà visibile un video, curato da Paolo Cova, che illustra curiosità antropologiche sulla processione di San Domenico, i serpari e la lavorazione dell'opera da parte di Michetti. Sarà, inoltre, visitabile il nuovo allestimento della collezione della Fondazione Michetti curato da Rocco Sanbenedetto. Il catalogo è edito da Giunti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .