Premio Scanno a Maurensig per «Il gioco degli dèi»

Lo scrittore della Variante di Lüneburg vince il riconoscimento per la Letteratura «Per me è un mito che si realizza: spero di essere ancora un giovane talento»
«Questo premio è stato un fulmine a ciel sereno. Mi hanno chiamato una mattina dalla casa editrice e quando me l’hanno detto quasi non ci credevo. Non ci credevo, per me il Premio Scanno è sempre stato mitico. E ora si è materializzato tra le mie mani». È Paolo Maurensig il vincitore del Premio Scanno per la sezione Letteratura, con il libro “Il gioco degli dèi”. Sì è svolta, ieri sera a Scanno, la cerimonia conclusiva della 45esima edizione del premio dedicata alla principessa Alessandra Schoenburg Tanturri. Ad aggiudicarsi il riconosciment per la Lettaratura è stato il 76enne scrittore goriziano, autore di classici della narrativa italiana del Novecento, come “ La variante di Lüneburg” e “Canone inverso”. «I premi si dividono in due categorie», ha detto ancora Maurensig ritirando il premio, «quelli che si danno ai giovani talenti per incoraggiarli e quelli che si tributano agli scrittori affermati che volgono al tramonto. Io spero di essere ancora nella prima fase». Con il romanzo vincitore del Premio Scanno, Paolo Maurensig torna a cimentarsi con una materia dalla quale ha tratto ispirazione fin dalle sue prime prove, il gioco degli scacchi. Ricostruendo, tra verità e finzione narrativa, la storia di Malik Sultan Kahn, il giovane servo indiano divenuto campione del gioco tradizionale del chaturanga, e in seguito affermatosi anche in Occidente come un grande maestro di scacchi, Maurensig compone un romanzo potente e originale, dove si intrecciano lo sguardo sulla Storia e la riflessione su temi come il confronto tra Oriente e Occidente, il karma e il destino personale.
Il Premio Scanno nasce per iniziativa di Riccardo Tanturri de Horatio, professore universitario di Lingua e letteratura italiana, scrittore, poeta e giornalista. La Fondazione Tanturri, guidata da Manfredi Tanturri de Horatio, segretario generale Paolo De Nardis, ha scelto, anche quest’anno, la bella piazza della Codacchiola per la cerimonia di premiazione che è stata presentata dalla giornalista della Rai, Susanna Petruni.
Ecco tutti i nomi dei vincitori del premi nei diversi settori.
Il Premio Diritto a Guido Alpa, professore ordinario nell’università La Sapienza di Roma. Alpa, spiegano gli organizzatori del premio, «è un giurista globale che si inserisce a buon diritto nella prestigiosa linea dei laureati del Premio Scanno». Adriano Giannola premiato nella sezione Economia, «nel suo percorso culturale e professionale di studioso dei problemi dell’economia e della società del Mezzogiorno, rappresenta sia un riferimento concreto per le politiche da intraprendere, che un raro esempio di coerenza civile e comportamentale». Insignita col Premio Alimentazione, l’università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo «nasce nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food e ne segue i motivi fondanti e la mission». Il Premio Sociologia è andato a Carmen Leccardi anche «per il suo impegno di docente accademica e raffinata studiosa delle questioni di genere». Il Premio Ecologia è stato assegnato alla testata giornalistica Fanpage per il suo «impegno coraggioso a tutela dell’ambiente». Il Premio Antropologia culturale e Tradizioni popolari è andato a Massimo Santilli per l’opera “Il sangue di Francesco”; e a Vincenzo Esposito e Dina Gallo per l’opera “Il tempo dell’Assunta. Riti, immagini e storie a Guardia Sanframondi”. A Gabriele Gravina il Premio Valori è stato assegnato per «l’impegno istituzionale e di docente finalizzato alla promozione dello sport come veicolo di solidarietà e di pace universale». Il Premio Musica a Giorgio Carnini, che ha suonato «per le più prestigiose istituzioni musicali del mondo». Il Premio Medicina è andato a Lamberto Maffei, medico Neurofisiologo, che con i suoi studi al Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha dimostrato, per la prima volta nella lotta all’Alzheimer, «le potenzialità di interventi protettivi sul cervello anche in anziani con danni cognitivi». Per l’Opera Prima in Letteratura vincono, Alessandra Laricchia con il romanzo “Quando la terra chiama” (Armando Curcio Editore) e Alessandro Acciavatti, con il libro “Oltretevere” (Piemme).
Infine, Menzione Speciale a Roberta Scorranese per aver saputo rendere, nel suo libro “Portami dove sei nata”, «l’incedere di un mondo quasi sospeso nel tempo: è la storia di un grande clan familiare, fatto di uomini taciturni e di donne forti, di una verità tenuta segreta, nel “suo” Abruzzo».
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