Premio Strega: il sorpasso delle donne
Selezionata la dozzina tra i 57 titoli in gara, per la prima volta più autrici (7)
Due autori Einaudi, Marco Missiroli e Nadia Terranova, e due autori della Nave di Teseo, Mauro Covacich e Claudia Durastanti entrano nella dozzina del Premio Strega 2019 annunciata ieri a Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura all'Auditorium Parco della Musica di Roma. E per la prima volta prevalgono le scrittrici -–7 autrici e 5 autori – tra i 12 in gara scelti tra i 57 titoli di narrativa proposti quest’anno dagli Amici della domenica, il gruppo storico della giuria. Nell’anno super record di segnalazioni che ha visto più titoli di uno stesso marchio – con al top Mondadori e La Nave di Teseo con 5 libri – anche tra i 12 in gara ci sono editori che hanno più di un titolo. Le 7 scrittrici in dozzina sono: Paola Cereda con Quella metà di noi (Perrone), Benedetta Cibrario con Il rumore del mondo (Mondadori), Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo), Marina Mander con L'età straniera (Marsilio), Elena Marangoni con Lux (Neri Pozza), Cristina Marconi con Città irreale (Ponte alle Grazie) e Nadia Terranova con Addio Fantasmi (Einaudi). Tra i 5 autori, oltre al superfavorito Missiroli con Fedeltà (Einaudi), che a questo punto dovrà vedersela anche con una concorrente della sua stessa casa editrice, Nadia Terranova, c'è Antonio Scurati con M. Il figlio del secolo (Bompiani), al suo 3° Strega dopo aver sfiorato per 2 volte la vittoria. E anche Covacich con Di chi è questo cuore (La Nave di Teseo). Poi Pier Paolo Giannubilo con Il risolutore (Rizzoli) e Valerio Aiolli con Nero Ananas (Voland). In questa edizione, che mostra chiaramente l’effetto dei cambiamenti che ci sono stati in questi anni nel regolamento dello Strega, novità anche sulla sede in cui verrà annunciata la cinquina: «La prima votazione, che selezionerà la cinquina dei finalisti, si terrà il 12 giugno al Tempio di Adriano-Camera di Commercio di Roma e non a Casa Bellonci, come è tradizione, perché è in ristrutturazione» ha annunciato il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi.
Il vincitore sarà proclamato il 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia, in diretta su Rai3. Allargata anche la giuria con 660 aventi diritto all'interno dei quali «sono compresi anche i voti collettivi dei gruppi di lettura tra cui figurano le Biblioteche di Roma» ha detto Petrocchi. «Abbiamo fatto queste modifiche perché vogliamo che gli Amici della Domenica, patrimonio importante del premio, siano protagonisti. Volevamo che fin dalla fase iniziale la selezione fosse nelle loro mani. Il fatto che i libri partecipanti siano tanti, 57, mi sembra un segnale di interesse e attenzione nei confronti del Premio e del ruolo che ha.
Dispiace che alcuni libri belli siano rimasti fuori dalla dozzina, ma è stato fatto un buon lavoro e sono contento che ai nastri di partenza ci siano i più importanti» ha sottolineato il presidente della Fondazione Bellonci, Giuseppe Solimine. Come segnalato dalle presidenti del Comitato Scientifico della Fondazione, Valeria Della Valle, e del Comitato direttivo, Melania Mazzucco, «tra i titoli presentati quest’anno ci sono pochi romanzi solo romanzi, di narrativa pura. E prevale la rilettura del romanzo storico in tante forme diverse e le biografie narrative». Tra le cose da notare è che tra i segnalati di questa edizione prevale la generazione di scrittrici e scrittori degli anni '60 e '70 e anche autori e autrici che hanno una lunga e importante storia. Un parterre che onora il premio ha sottolineato la Mazzucco e spiegato che «c'è anche poca contemporaneità, nessun noir o romanzi di genere e pochi titoli sull'identità sessuale». Tra gli esclusi dalla dozzina anche il misterioso Ghirghis Ramal, La colpa (DeA Planeta), proposto da Massimo Lugli.
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