Premio Teramo a Debenedetti per i racconti

TERAMO. Prima cerimonia per il 45esimo Premio Teramo. In attesa di incoronare in autunno il racconto inedito, lo storico concorso letterario consegna il premio speciale per una raccolta edita di...
TERAMO. Prima cerimonia per il 45esimo Premio Teramo. In attesa di incoronare in autunno il racconto inedito, lo storico concorso letterario consegna il premio speciale per una raccolta edita di racconti, novità di quest’anno, ad Antonio Debenedetti per “Quel giorno quell’anno” (Solferino).
Lo scrittore, critico letterario e giornalista (dal 1963 per il Corriere della Sera), riceverà il riconoscimento domani a Teramo in una cerimonia (largo San Matteo, alle ore 18.30) a cui parteciperanno il sindaco Gianguido D’Alberto (il premio è bandito dal Comune ed è emanazione del primo cittadino), l’assessore alla Cultura, Luigi Ponziani, il segretario del concorso, Paolo Ruggieri; moderatore il giornalista Nicola Catenaro.
Vincenzo Macedone, attore di Spazio Tre, leggerà le pagine di Debenedetti, che riceverà un premio in denaro (1000 euro), una targa onorifica e una pergamena con la motivazione.
Figlio dello scrittore, saggista e critico Giacomo Debenedetti, storico giurato del Premio Teramo per un racconto inedito, ricordato col riconoscimento per l’autore under 35, Antonio Debenedetti è nato a Torino (nel 1937) e vive a Roma.
Ha collaborato con molti programmi radiofonici e televisivi (Rai Tre, Rai Educational) dedicati alla letteratura. Sono stati spesso premiati i suoi libri, tra cui “Se la vita non è vita” (Viareggio), “Racconti naturali e straordinari” (Selezione Campiello), “Giacomino”, “Amarsi male”, “In due”, “Un giovedì, dopo le cinque” (finalista allo Strega). “Quel giorno quell’anno” è un dittico di racconti, “E fu settembre” e “L'inquilino misterioso”, sugli ebrei travolti dalle leggi razziali emanate nel 1938 dal regime fascista e su quegli italiani che fecero finta di nulla.
Scrive l'autore: «Le umiliazioni imposte dal regime fascista e dal razzismo, che oggi osa rialzare la testa, sono (credo di averlo capito a ottant'anni) una nota ricorrente e segreta in tutta la mia opera. Lo sono certamente in questi due racconti».
«Debenedetti è stato molto contento del riconoscimento, consapevole del valore e della storia del Premio Teramo, che ritiene l’ultimo baluardo per la difesa del racconto», sottolinea Ruggieri. «Ed è stato ancor più felice sapendo che metà della giuria era composta da studenti».
È stata infatti una giuria popolare, 33 tra lettori forti e studenti di otto istituti superiori di Teramo e provincia, a scegliere la raccolta vincitrice del premio speciale in una terna di titoli selezionata dalla giuria tecnica del Teramo, presieduta da Raffaella Morselli e composta da Lucilla Sergiacomo, Renato Minore, Attilio Danese, Gaja Cenciarelli, Roberto Michilli, Arianna Giorgia Bonazzi. Oltre a “Quel giorno quell’anno”, erano in gara “Spifferi“ di Letizia Muratori (La nave di Teseo) e “Più grande la paura” di Beatrice Masini (Marsilio).
La cerimonia di domani chiude la prima parte di “Aspettando il Premio Teramo”, ideata dall’assessore Ponziani e dal segretario, così come il premio speciale per la raccolta edita.
Le conversazioni con autori e critici riprenderanno nel mese di settembre. È stata prorogata intanto di un mese, fino al 21 luglio, la scadenza per l’invio dei racconti inediti in gara.
Per ulteriori informazioni sul Premio Teramo si può consultare il sito internet: www.premioteramo.it.
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