“Pressure”, linguaggi della grafica

28 Settembre 2021

Ultimi giorni per l’esposizione a cura di Palestini all’Arca di Teramo

TERAMO. Sono gli ultimi giorni di apertura per la bella mostra “Pressure – Linguaggi della grafica d’arte contemporanea. Arti Grafiche della Torre tra ricerca e stampa”, allestita dal 2 luglio a Teramo nelle sale de L’Arca – Laboratorio per le arti contemporanee.
Curata da Umberto Palestini e promossa dal Comune – assessorato alla Cultura, ha fatto ammirare le opere grafiche di 12 artisti di spessore nazionale e internazionale: Sandro Chia, Eliseo Mattiacci, Enzo Esposito, Walter Valentini, Giuliano Vangi, Fathi Hassan, Jonathan Guaitamacchi, Omar Galliani, Luca Pignatelli, il pescarese Matteo Fato, Fabrizio Cotognini, Gian Marco Montesano, torinese legato professionalmente all’Abruzzo. Accompagna la mostra la proiezione in loop di un video (otto minuti) sulla tecnica del monotipo di Luca Bellandi. Ultimo giorno di visita nella galleria civica di largo San Matteo venerdì 30 settembre. Orari: 10-13 e 15-20. Ingresso gratuito, con Green pass.
Realizzata in collaborazione con Andrea Sanchini, stampatore e titolare delle Arti Grafiche della Torre (che edita anche il catalogo in italiano e inglese), laboratorio del Montefeltro in cui sono state realizzate le opere, la mostra “Pressure” è un’interessante saggio di ricognizione sul linguaggio della grafica d’arte contemporanea, attraverso opere diversissime l’una dall’altra (alcune di grande formato) dal punto di vista formale, ma tutte dai segni e risultati estetici suggestivi. Il curatore Palestini, Sanchini e gli artisti Bellandi e Cotognini nei giorni scorsi hanno animato l’approfondimento “Incontrare il segno”, insieme al sindaco Gianguido D’Alberto e all’assessore alla Cultura Andrea Core, un confronto sul linguaggio della grafica d’arte contemporanea attraverso la ricerca dei due autori.
“Pressure” si esprime con la sperimentazione e innovazione che sposano la tradizione classica del disegno e della pratica incisoria, attraverso le opere di artisti espressione di vari importanti movimenti, Transavanguardia (Sandro Chia), Arte Povera (Eliseo Mattiacci), Concettuale, tra figurazione e astrattismo, «affabulazioni per immagini e contaminazioni con i simboli dei social e i rimandi alla cultura underground», come scrive il curatore a proposito rispettivamente di Bellandi e Cotognini. «La mostra “Pressure” testimonia la vitalità di un linguaggio espressivo proprio della tradizione», prosegue Palestini. «Il linguaggio della grafica d’arte è un prezioso territorio d’indagine per autori contemporanei». La mostra è stata l’iniziativa di qualità per riaprire lo spazio espositivo civico L’Arca. Ancora Palestini: «Il bilancio di “Pressure” è positivo, la mostra ha avuto un significativo riscontro, inoltre ha segnato la rinascita di uno spazio importante, tornato a vivere grazie all’amministrazione comunale e che continuerà a essere luogo della cultura grazie alle prossime esposizioni dedicate alla fotografia. È importante che l’Arca viva anche sul rapporto con l’università e i suoi studenti ed è fondamentale la collaborazione del Comune con altri attori attivi a Teramo».