Pupo ci ripensa: non vado più al festival a Mosca

L’annuncio con un vocale a Dagospia: la polemica non c’entra. Al Bano: decida lui, io aspetto la pace
Pupo fa dietrofront. Dopo l’eco e le polemiche suscitate dalla notizia della sua partecipazione come giurato alla 5ª edizione di Road to Yalta, il festival considerato il Sanremo russo la cui finale è in programma domani, 2 maggio, a Mosca, al Palazzo di Stato del Cremlino, il cantante annuncia a Dagospia il suo forfait. «È successo l’imprevedibile, l’impossibile intorno alla mia eventuale partecipazione al Road to Yalta», spiega Pupo in un messaggio vocale inviato al sito di Roberto D'Agostino. «In virtù di riflessioni e assorto nei miei pensieri nel viaggio che sto facendo da Lugano verso Spa, in Belgio, dove mi fermerò per qualche giorno a risposare ho deciso di non partire per Mosca». Una presenza che avrebbe rischiato di creare un incidente diplomatico, considerando la posizione dell’Italia, apertamente schierata con l’Ucraina in conflitto con la Russia. Ma l’interprete toscano precisa: «Certo non dipende dalle polemiche e da tutto ciò che è accaduto in questi giorni, ma dipende da un fatto che vi spiegherò più avanti, perché la mia abitudine è di essere chiaro e leale con tutti, a prescindere da chi sono gli interlocutori». La sua presenza come «special guest» era stata annunciata con grande evidenza sul sito della manifestazione destinata a proporre le «canzoni sovietiche sulla guerra in diverse lingue del mondo in duetto con le star del palcoscenico russo».
L’evento dall’occupazione russa del 2014 si teneva in Crimea, ma in questo momento è impossibile per il conflitto: di qui la scelta del Cremlino, dove è stato realizzato un teatro da seimila posti. Anche su Instagram si parlava di Pupo come il «leggendario italiano, il cantante che ha conquistato i cuori russi molto tempo fa è stato membro della giuria nel 2021 ed è stato addirittura protagonista sul nostro palco con una canzone». A testimoniarlo, il videoclip in cui il cantante intona Bella ciao assieme al collega italiano Thomas Grazioso, al cantante russo Ernest Matskiavichius e alle musiciste della Otta-Orchestra. La notizia aveva fatto subito il giro dei social, sollevando critiche sull'opportunità di esibirsi a Mosca. «Non ho nulla contro Pupo, che è un mio amico ed è libero di fare quello che vuole», la posizione di Al Bano. «Posso solo dire che io in Russia per ora non vado, finché non si calmano le acque e arriva la parola pace. Conosco la serietà di Pupo. Decide lui cosa fare, perché è un grande artista, intelligente e capace».