Quadro di Mondrian esposto capovolto per 75 anni

31 Ottobre 2022

L’intuizione sarebbe di un artista italiano, ma la curatrice Mayer-Buser “scippa” la scoperta

NEW YORK. Un importante quadro di Piet Mondrian è stato esposto per oltre 75 anni capovolto in vari musei del mondo dove è stato esposto a partire dal Moma di New York nel 1945. Lo ha dichiarato la storica dell'arte Susanne Meyer-Buser in occasione di una mostra del Museo di Dusseldorf, che dal 1980 ospita il dipinto. Il quadro New York City I fu dipinto nel 1941 con strisce adesive orizzontali e verticali rosse, gialle e blu. «A differenza di un quadro a olio quasi “gemello” di Mondrian esposto al Centre Pompidou di Parigi, l'immagine è stata ruotata di 180 gradi poco dopo la morte di Mondrian nel 1944», ha spiegato la curatrice Susanne Meyer-Buser, raccomandando di non tornare alla posizione originaria in quanto rischierebbe di disintegrarsi. «L'ispessimento della griglia dovrebbe essere in alto, come un cielo scuro», ha detto l'esperta: «Una volta che l'ho indicato agli altri curatori, tutti sono stati d'accordo con me».
Ma la scoperta, in realtà, sarebbe italiana e la Mayer-Buser se ne sarebbe appropriata. Ad avere l’intuizione nel settembre dello scorso anno era stato invece l'artista italiano Francesco Visalli, che attraverso uno scambio di mail con la direttrice del museo Annette Kruszynski aveva condiviso le sue ricerche secondo cui il quadro andava capovolto. L'affermazione era sostenuta con una foto dello studio di Mondrian a New York, pubblicata dal magazine Town & Country nel 1944, in cui l'opera è esposta in senso opposto rispetto all'attuale. «La direttrice mi ringraziò per le informazioni che fornivo e mi disse che le avrebbe inserite nel file curatoriale», riferisce Visalli, sottolineando di essere in grado di produrre tutta la documentazione inviata. L’artista porta avanti ricerche e studi su Mondrian da almeno 15 anni. A luglio scorso ha pubblicato la sua intuizione sul profilo Instagram. In queste ore l'artista ha scambiato messaggi con Wietse Coppes, editore del Mondrian Edition Project presso RKD Netherlands Institute for Art History, «il quale ha confermato che in base allo scambio di email con la direttrice del Museo, la stessa istituzione avrebbe dovuto accreditare a Visalli la scoperta».