Quando il porno era libertà

30 Settembre 2016

Il lancianese Amoroso presenta il film sul cinema a luci rosse

LANCIANO. «La pornografia non è un mero prodotto di consumo, ma un linguaggio di apertura». Lo dice Helena Velena, scrittrice, filosofa, produttrice discografica e una delle voci più interessanti della controcultura italiana, nel film documentario “Porno & libertà - Porn to be free” del regista lancianese Carmine Amoroso. Il suo film documentario indipendente sarà proiettato nel cinema Ciakcity di Lanciano (via Bellisario) da sabato 1° ottobre (con una serata-evento alle 21 con il regista, il direttore della fotografia Paolo Ferrari e la produttrice Patrizia Zoratti), fino a mercoledì 5.

Sono gli anni della rivoluzione sessuale in Italia, il decennio che va dagli anni '60 agli anni '70. Ci sono le prime manifestazioni femministe, le donne mostrano con orgoglio la loro nudità per le strade e i peli sotto le ascelle e gridano "Nudi sì, ma contro la Dc!". La cultura imperante è profondamente influenzata dalla religione cattolica. Il nudo spaventa, meglio atterrisce. E' sporco, è morboso, è simbolo del peccato. «Il film», spiega Amoroso, «è un documentario che raccoglie preziosi filmati d'epoca e interviste più recenti (come quelle a Riccardo Schicchi e Marco Pannella ndr), assemblando voci, battaglie civili e culturali di un gruppo di ribelli e di anticonformisti che si sono battuti in quegli anni per la libertà sessuale e contro la censura».

Perché è questo il porno raccontato da Amoroso: una vera e propria rivoluzione politica. «Non sono un pornografo», racconta Amoroso, regista e sceneggiatore, insegnante nel Centro sperimentale di cinematografia, «sono solo curioso. Non volevo raccontare le zozzerie, ma un elemento di ribellione, mi interessava l'elemento politico del porno di quegli anni». Tutto è nato dall'incontro causale di Amoroso con Schicchi nel 2011. Fotografo, produttore, manager, protagonista assoluto della pornografia italiana degli anni Settanta e Ottanta, Schicchi è per Amoroso «una vera e propria scoperta. L'ho trovato una persona acculturata, intelligente, che aveva un'idea politica della pornografia, di estrazione alto borghese. Fu ideatore del simbolo dei Verdi, ebbe un legame fortissimo con Marco Pannella e la sua battaglia è servita contro la censura e il comune senso del pudore».

Con Schicchi diventa inevitabile parlare anche di Ilona Staller, del suo ingresso in Parlamento tra i più politicamente scorretti di tutta la storia politica italiana, di Lasse Braun, re della Sex Revolution degli anni Settanta e Ottanta e uno dei fautori, nel 1969, dell'abolizione del reato di oltraggio al pudore in Danimarca. Ma nel documentario c'è anche Giuliana Gamba, prima donna regista in Europa a realizzare film hard sotto lo pseudonimo di Therese Dunn, divenuta l'emblema del porno-femminismo.«"Tutte persone simpatiche, gioiose», racconta Amoroso, «che vivono il sesso come una liberazione, come la vita. Così come dovrebbe essere insomma». Amoroso, autore della sceneggiatura di “Parenti serpenti” di Mario Monicelli, ha diretto anche “Come mi vuoi” (sul set si incontrarono per la prima volta Monica Bellucci e Vincent Cassel) e “Cover Boy” vincitore di 40 premi ed entrato nella terna dei film italiani candidati agli Oscar 2008. «Viviamo un periodo pericoloso, di ritorno al neo puritanesimo», conclude parlando di “Porno & libertà”, «ecco perchè è ancora così importante raccontare questi personaggi ribelli».

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