«Quando Miles ci lanciò un comodino»

18 Maggio 2019

I ricordi di Dario Salvatori: «Magnifica rassegna, dobbiamo tanto a Lucio Fumo»

ROMA. Serate avventurose che si protraevano fino all’alba, tra jam session improvvisate sulla spiaggia delle Naiadi in cui si divertivano musicisti del calibro di Charlie Mingus e Dizzy Gillespie, lunghe chiacchierate con miti della musica mangiando il gelato “spaghettata” («Gli americani ci andavano matti») da Berardo, chiacchierate talmente appassionate e rumorose da disturbare il sonno di Miles Davis, che per “farlo presente” lanciò un comodino dalla finestra dell’albergo Esplanade in cui soggiornava. Sono i ricordi del Pescara Jazz ai suoi esordi di Dario Salvatori, intervenuto con allegria alla conferenza stampa di presentazione del festival, «il mio preferito tra tutti gli italiani», ha detto il critico musicale e conduttore radiofonico, «Dal ’70 all’83 non ne ho mancato uno: e dove lo trovavi tutto quel grande jazz da sentire sul mare. Un cast sempre stupendo. Tutti dobbiamo molto a Lucio Fumo».
Il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, intervenuto in veste anche di socio dell’Ente manifestazioni pescaresi che organizza il festival, condizionato per sua ammissione dalla bennezza della Biblioteca, ha detto: «Verità e bellezza si percepiscono in questa storica biblioteca, tematiche quanto mai adeguate al Pescara Jazz e al suo cinquantennale. C’è bisogno di musica anche in politica, c’è bisogno di recuperare armonia». Adriano Mazzoletti ha ricordato gli anni in cui la Rai riprendeva tutti i concerti dal vivo, compresi quelli pescaresi, insistendo su come «spesso è proprio nelle città di provincia che nascono e si sviluppano le iniziative più importanti e significative». (lad’i)
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