Quattro stagioni in forma di danza domani all’Aquila

26 Novembre 2014

L’AQUILA. Le “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi trasformate in movimenti di danza. E’ lo spettacolo di danza contemporanea che aprirà, domani sera (inizio ore 21), nell’auditorium della Guardia di...

L’AQUILA. Le “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi trasformate in movimenti di danza. E’ lo spettacolo di danza contemporanea che aprirà, domani sera (inizio ore 21), nell’auditorium della Guardia di finanza, la stagione teatrale aquilana 2014-2015, organizzata dal Tsa (Teatro stabile d’Abruzzo).

Coreografia e set concept sono di Mauro Astolfi; le musiche originali di Luca Salvatori; in scena ci saranno Alessandra Chirulli, Maria Cossu, Mario Laterza, Gaia Mattioli, Cosmo Sancilio, Giuliana Mele, Sofia Barbiero, Fabio Cavallo e Giovanni La Rocca.

«Dietro l’apparente quadro iconografico», racconta Mauro Astolfi, «rappresentato dal susseguirsi delle “stagioni” con tutta la simbologia annessa, i suoi simboli atmosferici si percepisce un significato molto profondo, meno visibile, ma che arriva a toccare piani molto vasti e meno soggettivi. Le “mie Quattro stagioni” abitano fuori e dentro una piccolo spazio, che si innalza, trascina e soffoca a momenti ma che ripara, unisce, protegge sembra una casetta, ma è una nave, un albero, un posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano, un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnova e l’autunno, non solo foglie che cadono, la primavera, non solo fiori che spuntano ma una natura dentro di noi, un rituale magico primordiale, un evento che si immagina, poi si cerca di imitare, poi si cerca di impossessarsi dello spirito stesso dell’evento».

Per Luca Salvatori, autore delle musiche, «l’alternarsi delle stagioni è come un cerchio che si chiude e ricomincia, una spirale continua, senza interruzioni, sempre diversa e sempre uguale; la musica sarebbe una materia ideale per raccontare questo ciclo di perenni ripetizioni variate ma è inadeguata a renderne la concretezza, quella solida realtà che regola la vita sulla terra».

«Per questo», aggiunge il compositore, «ho deciso di usare frammenti musicali eterogenei che di volta in volta accendessero un piccolo riflettore su un dettaglio significativo: i suoni della natura, le voci degli uccelli, un ritmo di danza, una melodia modale dal sapore arcaico, sonorità elettroniche astratte, il suono di uno strumento insolito come la glass harmonica o il flauto basso, ad esempio. Il confronto con il capolavoro di Vivaldi ho cercato di virarlo in positivo (la sfida sarebbe stata persa in partenza, ovviamente) provando a considerarlo una risorsa dialettica».

Lo spettacolo è una produzione dello Spellbound Contemporary Ballet, con il contributo del ministero per i Beni e le attività culturali e la collaborazione con Gruppo E.motion per il Festival Visioni IV.

Per informazioni e prenotazioni: botteghino del Teatro stabiole d’Abruzzo ai numeri di telefono 0862 410956 e 348 5247096.

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