Quei calci a Taccone per infiammare il Processo

Il legame con l’Abruzzo nato dall’amicizia col ciclista e proseguito con i premi Prisco, Flaiano Bonanni
L’AQUILA. Sergio Zavoli aveva un fortissimo legame con l’Abruzzo. Che lo ha ripagato con moltissimi riconoscimenti.
È stato fra l’altro vincitore del Premio Flaiano per il giornalismo, presidente da venti anni del Premio Prisco che si svolge a Chieti e componente del premio di poesia dedicato alla scrittrice Laudomia Bonanni, il più importante appuntamento culturale dell’Aquila. Zavoli Amava molto la cucina abruzzese e quando arrivava all’Aquila non rinunciava mai agli spaghetti cacio e pepe che preferiva ai piatti troppo ricercati ed elaborati.
In Abruzzo aveva un grande amico, Vito Taccone, protagonista di tanti siparietti del “Processo alla tappa” una delle trasmissioni più fortunate di Zavoli. Sono diventati mitici i calci che Zavoli sferrava da sotto il tavolo a Taccone. Quei calci erano un segnale concordato fra il ciclista e il giornalista. Quando il dibattito nel Processo alla tappa si stava “addormentando” Zavoli sollecitava Taccone ad alzare il tono della discussione con qualche battuta polemica.
Rimasero sempre legati e Zavoli partecipò nell’ottobre del 2007 ai funerali di Taccone che si svolsero nella chiesa di San Giovanni di Avezzano e alla fine lo ricordò pubblicamente. Nel 2014, sempre ad Avezzano, partecipò a un convegno dedicato al Camoscio d’Abruzzo e raccontò molti aneddoti su un atleta che ha onorato la nostra regione e il ciclismo. Zavoli aveva un rapporto speciale con i giovani. Intervistato nel corso di un’edizione del Premio Prisco disse: «I giovani devono sapere che lo sport non è l’occasione per arricchirsi, né per prevaricare e né per costruirsi una vita facile a dispetto degli altri. È una professione di lealtà dell’esercizio del proprio talento, il tutto esplicato con la severità, allegra se possibile, che deve essere tipica di un uomo che pratica lo sport».
All’Aquila ha fatto parte del Premio Bonanni sin dalla prima edizione, quella del 2002, ed è stato presente fino a quando le sue condizioni di salute lo hanno consentito. Fu chiamato in giuria dalla sua grande amica la poetessa Maria Luisa Spaziani che a sua volta era stata coinvolta dalla poetessa abruzzese Anna Maria Giancarli, ideatrice della manifestazione. Zavoli era poeta egli stesso e come raccontano gli altri componenti della giuria svolgeva il suo ruolo al “Bonanni” con passione e puntigliosità. «Il duetto intellettuale fra Zavoli e la Spaziani», ricorda Anna Maria Giancarli, «è stato per me e credo per la città, una delle cose più belle della storia recente dell'Aquila, due veri giganti». La tragedia aquilana del 2009 lo aveva colpito molto. Aveva visitato il capoluogo terremotato più volte. Il 24 ottobre del 2014 rivolto a un gruppo di giovani in un incontro previsto nell'ambito del Bonanni disse:«Datevi da fare, il futuro dell’Aquila è nelle vostre mani».

