Quel “Diario di un maestro” che fece storia in tv

16 Maggio 2020

La Rai ripropone lo sceneggiato di culto del 1973 con Bruno Cirino e ragazzi-attori non professionisti

Rai3 ripropone una pellicola epocale che segnò una rivoluzione nella fiction televisiva. “Diario di un maestro” del regista Vittorio De Seta andò in onda tra febbraio e marzo del 1973 in quattro puntate su quello che all’epoca si chiamava Primo canale, l’attuale Rai1. Le prime due puntate sono state trasmesse la scorsa notte, le ultime due la notte che viene, alle ore 3,10. Ma si possono recuperare, e ne vale davvero la pena, su RaiPlay. La docu-fiction di De Seta, uno dei primi esempi di cinema-verità trasmessi dalla televisione di Stato, fu girata in 16mm ed era tratta dal libro reportage del 1968 “Un anno a Pietralata” dello scrittore e insegnante Albino Bernardini. Il “Diario” rappresentò una potente rottura di linguaggio rispetto al tradizionale sceneggiato tv che per tutti gli anni Sessanta aveva dominato i palinsesti Rai. Fu un prodotto coraggioso e innovativo premiato da un ascolto medio a puntata di 12 milioni di telespettatori. La storia raccontava l’esperienza di un maestro, interpretato con appassionata adesione da Bruno Cirino (morto 44enne nel 1981), in una scuola elementare della periferia romana, nel Tiburtino III. Uno di quei quartieri spuntati col boom edilizio dall’oggi al domani, con palazzoni alveare addossati alle baracche e alla campagna, abitati da proletari e contadini inurbati, scenario dei film di Pasolini. Il maestro Bruno D’Angelo arriva in una scuola in cui la maggior parte degli alunni diserta le lezioni. Alle prese con l'abbandono scolastico e il disagio sociale, Bruno non si perde d’animo e va a cercare i suoi scolari uno a uno per riportarli in aula e sperimentare insieme a loro un modo nuovo di fare didattica. Tutti presi dalla vita, secondo la lezione del Neorealismo, gli straordinari ragazzini che nel film sono lasciati liberi di essere, più che interpretare, se stessi. Ne nascerà un’esperienza di reciproco arricchimento, con il maestro che riuscirà a recuperare alla scuola anche i ragazzi più difficili grazie ai suoi metodi non tradizionali osteggiati dalle autorità scolastiche. Con bravura ed elasticità il regista De Seta e Cirino, unico attore professionista insieme a Mico Cundari, Marisa Fabbri e Tullio Altamura, seppero assecondare i piccoli non attori e creare uno dei più belli e sinceri film sulla scuola.
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