«Questa è la nostra storia la nostra memoria la nostra aria»

23 Febbraio 2017

di DINO VIANI É l'alba sul promontorio di Ortona. Il sole sta per fare capolino sul mondo. Alcune lucciole sorprese dalle prime luci del giorno vagano spaesate nella penombra. La brezza che giunge...

di DINO VIANI

É l'alba sul promontorio di Ortona. Il sole sta per fare capolino sul mondo. Alcune lucciole sorprese dalle prime luci del giorno vagano spaesate nella penombra. La brezza che giunge dal mare accarezza le messi di grano e le ginestre in fiore. Il vecchio Basilio Cascella è lì, confuso nel paesaggio, con i suoi figli armati di pennelli e colori. “Disegnate quest’aria!” esclama verso di loro con un filo di voce, quasi a non voler disturbare quella quiete. Quella stessa aria che qualche hanno dopo Tosti riporta in musica: «...non senti tu nell'aria un profumo che si spande, primavera...». Con D’Annunzio le parole si fanno suono, dolore con Silone, visione con Flaiano. Il pensiero si fa politica con Spaventa e Croce. Lo sguardo diventa materia colma di bellezza con Michetti, Patini, Palizzi, Cascella. Con D’Ascanio i sogni prendono forma. Terra d’Abruzzo, terra di Ovidio, dei Marsi, Sanniti, Vestini, Marrucini, Frentani. L’Abruzzo dello sguardo oltre l’orizzonte di Alessandro Valignano. Del grande rifiuto di Celestino. L’Abruzzo della lingua dei padri, la nostra casa comune, nei versi di Fraticelli. Questa è la nostra storia, la nostra memoria, la nostra aria che sa di una umanità discreta e antica. Amore per le cose buone, espresse ancora in un tempo umano. Un'aria che nutre e ha il sapore del cibo, della terra e del mare. Piatti poveri che parlano di noi, di questa terra così bella e così dolce che a maggio ti consente di giocare a palle di neve in montagna e subito dopo di tuffarti in mare per un bagno rigenerante. Questo è l'Abruzzo, un luogo dove non si è mai ospiti. Una terra degna a forma di sorriso, orgogliosa e resiliente, che ti accoglie e ti fa sentire a casa, sempre.