“Raccontami tu”, la bella forza delle donne

Approda in libreria il nuovo romanzo di Maristella Lippolis, scrittrice ligure trapiantata a Pescara
PESCARA. Hanno bisogno di un angelo custode le tre donne protagoniste del nuovo romanzo di Maristella Lippolis “Raccontami tu” (L’Iguana, 2017, pp. 188), che approda in questi giorni in libreria.
Perché queste tre donne, i cui percorsi s’incrociano per caso ma per unirsi, si muovono abbastanza indifese in una nuova città, ad essa consegnandosi come potenziali prede, cui prima o poi capiterà qualcosa di spiacevole, se un’ala protettiva non si calerà su di loro. Sono Caterina, in fuga da un uomo violento che la perseguita, e la cui fragilità è accresciuta dall’avere con sé una figlia di un anno; Dina, giovane albanese consegnatasi per ingenuità al ferreo racket della prostituzione, cui si ribella per impedire che sia buttata su strada anche una spaurita adolescente appena arrivata, sicché scappa e se la porta via, a rischio della vita; e Alice, in crisi sentimentale e d’identità, la quale non ce la fa più a gestire l’alienazione impostale da una vita non sua e per ritrovarsi apre una libreria, specializzata in viaggi attraverso i cibi, come per entrare in uno specchio magico.
E le tre, vulnerabili e già ferite, si trovano ad aiutarsi quasi senza confessarlo, sulla base di quel non detto tra donne che crea una solidarietà un po’ contro il mondo; o forse per cercare una modo di accedere ad esso, senza rifarsi male.
Non è facile muovere da queste coordinate per imbastire una storia, come fa la brava – e tale si conferma Maristella Lippolis, scrittrice ligure conosciuta, apprezzata e pluripremiata, da decenni trapiantata a Pescara, con questa nuova prova di narrativa – perché il rischio sarebbe di creare un groviglio di sentieri, fra le tre, che non porta a niente, mentre l’accorta autrice ci conduce per mano non solo negli accadimenti, drammatici o tenersi, che le riguardano ma anche nei moti del loro animo.
Cosa succederà loro? Non va detto qui, bisogna leggere il libro. Che non si fa lasciare fino all’ultima pagina e anzi le quasi diecento pagine di “Raccontami tu” non bastano a raccontare tutto. Nel senso che non bastano a far accommiatare il lettore – senza che gli dispiaccia – da tre donne le quali tanto si fanno voler bene. Ma questa è un’ovvietà per ogni libro che funziona, il quale può avere una pagina ultima, a un certo punto bianca, ma mai trovare in essa scritta la parola “fine”.
Perché Caterina, Dina e Alice si spera di rincontrarle in altre storie. “Raccontami tu” sarà presentato in anteprima a Pescara nell’ambito del Festival delle Letterature dell’Adriatico venerdì 10 novembre (info: www.maristellalippolis.it)
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