Relazione, identità e persona nel libro di Simone D'Alessandro

18 Dicembre 2014

CHIETI. Qual è la radice dell'"uomo-animale politico per natura" di cui parlava Aristotele? "Politico" ha lo stesso etimo del latino plus, traferitosi in parole italiane quali "più", "pluralità" e in...

CHIETI. Qual è la radice dell'"uomo-animale politico per natura" di cui parlava Aristotele? "Politico" ha lo stesso etimo del latino plus, traferitosi in parole italiane quali "più", "pluralità" e in altre. L'uomo – intendeva Aristotele – è un essere per natura portato a vivere in collettività coi suoi simili; non intendendo con ciò il mero vivere in branco: con coscienza, invece, del suo essere per natura portato ad aggregarsi e a relazionare coi suoi simili. Se dunque caratteristica fondante dell'essere umano è la consapevolezza della sua relazionalità, quale termine la individua? Quello, certamente espresso in ambito etico, di "persona", con la valorizzazione della dignità umana portata dal pensiero religioso e in particolare cristiano; e, per converso, con le sue patologie di asocialità, intese come patologie di relazionalità, le stesse che hanno insanguinato il secolo breve, il secolo degli orrori, appena alle nostre spalle, muovendo dalle matrici specularmente opposte del superuomismo, del vitalismo, dell'irrazionalismo e della distorsioni del Geist.

Incrocia frontalmente questi alti temi, sotto il profilo sociologico, il colto libro di Simone D'Alessandro "L'identità della differenza - Ripensare la ’Relazione’ nei Sistemi Sociali" (Franco Angeli, 2014, p. 121, € 16,50), in cui lo studioso e docente di Pescara (ricercatore in Scienze sociali all'università dD'Annunzio di Chieti-Pescara, Copywriter e Responsabile Advertising dell'agenzia di comunicazione ed editrice Carsa The Thinking Company, con incarichi di Coordinatore e Project Manager per la Regione Abruzzo e per Confindustria) parte una domanda – eterna nella sua direzione, moderna nella sua forma – che può riassumersi così: è possibile ripartire dall'essere della relazione per ripensare l'identità della persona?

Snodo obbligato di questo percorso è Heidegger, rivisitato alla luce della sistemica di Luhmann, del pensiero di sociologi "classici" come Durkheim o Sorokin, ma anche della fenomenologia di Husserl o delle dinamiche hegeliane trasferitesi nel marxismo; un rilievo privilegiato ha poi la sociologia relazionale di Donati, il quale arricchisce il volume di una ricca prefazione. D'Alessandro parlerà a Chieti di "Relazione e identità nel sistema sociale contemporaneo" domani alle 16.30, al l'Agenzia di Promozione Culturale Abruzzo, via della Liberazione 32, in un incontro organizzato dal Centro Italiano Femminile di Chieti.

Giovanni D’Alessandro

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