Repubblica entra negli “anta” e fa festa

7 Gennaio 2016

Sul palco Scalfari e i successori, e poi Proietti, De Gregori, Arbore...

ROMA. Il 14 gennaio 1976 la Repubblica andò in edicola per la prima volta. L’ideatore di questo quotidiano che cambierà il modo di fare informazione in Italia è il giornalista 52enne Eugenio Scalfari, già direttore del settimanale L’Espresso (dal 1963 al ’68) e deputato del Psi. Scalfari volle con sé Gianni Rocca, caporedattore centrale, Giorgio Bocca, Sandro Viola, Mario Pirani, Miriam Mafai, Barbara Spinelli, Natalia Aspesi e Giuseppe Turani. Giovedì 14 gennaio 2016, esattamente quarant'anni dopo, il giornale celebra l'anniversario con una serata aperta al pubblico. Appuntamento nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica di Roma per una versione kolossal di Web-notte a base di parole e musica, di allegria e memoria. Ricordando il passato e guardando al futuro. Sul palco ci sarà Scalfari, il direttore Ezio Mauro e il prossimo direttore Mario Calabresi, accompagnati dai maggiori artisti del panorama italiano: da Francesco De Gregori a Renzo Arbore, da Antonello Venditti a Gigi Proietti, da Giuseppe Tornatore a Massimo Ranieri. E tanti altri. Un evento (preceduto da un saluto di Carlo De Benedetti, presidente onorario del Gruppo L'Espresso) in cui i lettori e curiosi festeggeranno questo compleanno tra spettacolo e musica. A garantire la colonna sonora una superband diretta da Mark Hanna, il gruppo musicale di Webnotte, arricchito dalla partecipazione di Alex Britti, Luca Barbarossa e Stefano di Battista. Poi ci saranno De Gregori, protagonista assoluto della storia musicale italiana (da oggi in radio “Mondo politico”, singolo estratto dall’album “De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto”); una delle voci più amate della canzone italiana, Antonello Venditti; Roberto Saviano, che con Repubblica ha un lagame speciale; Arbore accompagnato dalla band di Gegè Telesforo; i mattatori della scena Gigi Proietti, e Paola Cortellesi. Il comico Riccardo Rossi racconterà con ironia il dialogo tra il giornale e i suoi lettori, attraverso lettere e mail. Mentre gli Oblivion, formazione vocale e insieme teatrale, racchiuderanno in pochi minuti 40 edizioni del Festival di Sanremo. E poi il cinema: sul palco Giuseppe Tornatore, che sta per tornare con il suo nuovo film “La corrispondenza”. Quindi largo al grande jazz italiano, rappresentato da due dei migliori artisti del genere Stefano Di Battista, sassofonista, Rita Marcotulli, stella del pianoforte. Al suo fianco anche uno dei più grandi artisti italiani, Massimo Ranieri. E per uno sguardo verso il futuro, ecco Sir Tim Ber-ners-Lee, l'inventore del World Wide Web. L'ingresso alla festa — inizio alle ore 20 — sarà gratuito, fino a esaurimento dei posti, prenotazioni su Repubblica.it) diretta streaming sullo stesso sito.

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