“Rilievo del pesce vela” presentazione a Chieti e Pescara

9 Maggio 2015

CHIETI. Pesci che pescano. Mari che sono cieli non capovolti, bensì sovrastanti, anarchici rispetto alla legge di gravità. Navi assediate da città in costruzione, che imprigionano il navigante,...

CHIETI. Pesci che pescano. Mari che sono cieli non capovolti, bensì sovrastanti, anarchici rispetto alla legge di gravità. Navi assediate da città in costruzione, che imprigionano il navigante, costringendolo a farsi terrestre. Comandanti che registrano il respiro dei morenti e il canto degli affogati. E il misterioso pesce vela, che dà titolo al nuovo libro – “Rilievo del pesce vela”, (Ianieri Edizioni 2015, p. 104, € 10) – di Massimo Del Pizzo, docente di Letteratura francese moderna e contemporanea all'università di Bari.

Il libro è diviso in due racconti, fatti dai protagonisti Abel e Auer, entrambi legati al tema della navigazione, intesa come dimensione dell'esistere; e Del Pizzo provoca il lettore, raccomandando all'inizio di un capitolo, attraverso le parole di Abel «Non leggete la nostra avventura come una metafora»; né autorizza un parallelo col navigante-archetipo Ulisse o con “gli ulissidi”. Il mare di Del Pizzo ha infatti smarrito ogni connotazione naturalistica, per farsi mare interiore, alla Stanislaw Lem, più che alla Conrad o alla Coloane, e l'autore in molte pagine indugia in questo rovesciamento del dato reale: «il fenomeno più sconcertante lo avevano conosciuto noi;» (sono i naviganti che parlano) «un mare capovolto sostituito dal cielo, gabbiani senza polmoni e pesci alati, un peschereccio che beccheggia tra le nuvole». E' dunque un mare infinito e particolare, il suo, per il quale se un parallelo può farsi, è solo col Melville di quel miracolo narrativo per cui Moby Dick si trasforma, da balena oggetto di pesca, in entità soggettiva. Allo stesso modo nella seconda parte, che ha come protagonista Auer, il rovesciamento di visuale (in ogni senso qui) è il leit motiv del racconto: un cieco vuol salire su un faro – e lo farà – con l'aiuto del guardiano, per contemplare il mare. O per trarne divinazioni esistenziali, che non richiedono il senso della vista di cui è privo. “Il rilievo del pesce vela” sarà presentato oggi a Chieti (libreria de Luca, via de Lollis, 12, ore 18); e a Pescara domani alle 17 (libreria Feltrinelli, via Milano angolo via Trento). Ne discuteranno con l'Autore Federica D'Amato e Roberta dell'Elice.

Giovanni D’Alessandro

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