Riscoperta la vocazione sinfonica di Cicognini

Davide Cavuti annuncia il ritrovamento di una partitura del 1925 del compositore di Francavilla
PESCARA . Ricorre oggi l’anniversario della nascita, il 25 gennaio 1906, del compositore abruzzese Alessandro Cicognini. In questa occasione il «Centro Studi Nazionale» a lui intitolato, lo ricorda presentando una sua opera autografa, recuperata dal direttore Davide Cavuti. Opera che verrà pubblicata in un volume a lui dedicato. «Cicognini firmò oltre trecento colonne sonore, come lui stesso dichiarò in una intervista», ha affermato il compositore Davide Cavuti, direttore del «Centro Studi Nazionale Cicognini» sin dalla sua fondazione «ebbe un sodalizio duraturo con Alessandro Blasetti, avendo musicato i suoi capolavori tra cui La corona di ferro, 4 passi fra le nuvole, Prima comunione, Peccato che sia una canaglia e, successivamente, con Vittorio De Sica per i film Sciuscià, Ladri di biciclette, Umberto D., Miracolo a Milano, Il giudizio universale e altri ancora, pellicole che hanno segnato la storia del cinema italiano e internazionale grazie a due dei registi più rappresentativi in assoluto del mondo della celluloide, senza dimenticare le collaborazioni con Mario Camerini, Luigi Comencini, Steno, Mario Monicelli, Camillo Mastrocinque e tanti altri». L’attività del Centro studi nel biennio 2021/2022, oltre ad una serie di appuntamenti a Roma e a Francavilla al Mare, con la partecipazione di grandi autori di colonne sonore, porterà alla pubblicazione di un volume sulla vita e le opere del compositore francavillese, con un’appendice che conterrà una delle sue opere autografe recuperata dal Maestro Cavuti attraverso le sue ricerche, un autentico cimelio visto che il maestro Cicognini buttò tutti i suoi spartiti nel fiume Aniene a Roma a fine anni Sessanta, quando decise di abbandonare il mondo del cinema e nulla è rimasto della sua immensa produzione. «Sono riuscito a recuperare un’opera del 1925 composta a Milano dal Maestro Cicognini appartenente al suo repertorio classico, Quattro liriche religiose popolari per orchestra sinfonica e voce: spero che possa essere eseguita in futuro per poter godere delle straordinarie invenzioni del compositore noto internazionalmente per le meravigliose colonne sonore realizzate, ma autore anche di pagine importanti di musica sinfonica e operistica», ha concluso il direttore Cavuti.