Rita Dalla Chiesa: “Il mio valzer con papà”

5 Settembre 2020

ROMA. «Ricordo al Circolo Ufficiali. Mio padre mi chiese di ballare. Finalmente era solo mio padre e non il generale dalla Chiesa. Ballammo un valzer e io ero felice. Lui con la divisa di gala, io...

ROMA. «Ricordo al Circolo Ufficiali. Mio padre mi chiese di ballare. Finalmente era solo mio padre e non il generale dalla Chiesa. Ballammo un valzer e io ero felice. Lui con la divisa di gala, io con un abito lungo giallo. La foto di quel valzer, per me, rappresenta una spensieratezza che non era nostra compagna di vita». Così Rita Dalla Chiesa racconta il libro dedicato a suo padre, “Il mio valzer con papà” (Rai Libri): memorie, aneddoti e racconti sul prefetto Carlo Alberto, figura simbolo della lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, vittima 38 anni fa, il 3 settembre 1982, dell'agguato in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. «Per la prima volta», racconta Rita, «non sarò presente alla commemorazioni a Palermo per via dell'emergenza Covid». «Non avevo», continua, «intenzione di scrivere il libro, pensavo che quello che c'era da scrivere era già stato ampiamente affrontato. Poi la Rai me lo ha chiesto. Un ricordo a 360 gradi ma più intimo, il film della mia adolescenza, fino al quel giorno buio e brutale, che non smette di fare male.
I proventi del libro andranno agli orfani dei militari dell' Arma dei Carabinieri: «penso sia giusto, perché contrariamente a noi che abbiamo avuto la possibilità di andare avanti nella vita, ci sono tanti bambini rimasti senza un genitori. E mi piace pensare che da un ricordo su papà nasca un segnale di speranza».