RITROVARE I VALORI DEL LICEO CLASSICO
La traduzione dal greco e dal latino rappresenta «l’attività più vicina alla ricerca scientifica, cioè alla comprensione di ciò che è sconosciuto» (Luca Cavalli Sforza, genetista e professore emerito...
La traduzione dal greco e dal latino rappresenta «l’attività più vicina alla ricerca scientifica, cioè alla comprensione di ciò che è sconosciuto» (Luca Cavalli Sforza, genetista e professore emerito di genetica all’università californiana di Stanford).
Pare che il liceo classico, nel corso degli anni, abbia perso di attrattiva, a favore di scuole di orientamento più scientifico o, addirittura, tecnico; esso sembra in contraddizione col nostro ritmo di vita, che non conosce i tempi lunghi. La responsabilità del declino di una scuola che trova nel mondo antico il suo elemento identitario va cercata nella contemporaneità. A quello che nasceva come “Ginnasio-Liceo” si imputa di non essere un indirizzo al passo coi tempi moderni, dove la sovranità della tecnica e della tecnologia occupa e ingombra lo spazio già fragile del pensiero umanistico, tempi in cui il criterio dell’utile scavalca il criterio del bello.
La scuola non deve arrendersi ad essere un luogo dove si apprende per fare, ma deve avere il chiaro obiettivo di diventare il luogo dove si apprende per essere. Il liceo classico è l’indirizzo che, probabilmente, riesce meglio ad interpretare questo compito, ovvero quello, valido per ciascuno, di raggiungere la consapevolezza di essere nel mondo. Il liceo classico infatti racchiude in sé l’identità di un’intera nazione, e custodisce l’eredità, che noi tutti condividiamo, di un patrimonio ricchissimo di vicende millenarie e di sapienza antica, che non si esaurisce solo nei saperi umanistici e filosofici, ma che si dirama anche in quelli sociali, tecnici, artistici e scientifici.
Il latino e il greco, con le loro arti, scienze e letterature, sono i pilastri essenziali della cultura occidentale, sono le mani che hanno modellato la società moderna, e pensare che essi siano discipline “di” e “per pochi” è segno di una grave miopia: anche la faticosa attività di traduzione delle opere antiche è esercizio di metodo e razionalità, valori imprescindibili e irrinunciabili per decifrare le complessità della vita.
Se è vero che nomina sunt consequentia rerum, allora il liceo classico tale deve rimanere: «È classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l'attualità più incompatibile fa da padrona» (I. Calvino).
* Professore di latino e greco

